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Attualità. New York dice addio (temporaneamente) al Plaza Hotel: chiusura di quattro anni per salvare la storica facciata

Attualità. New York dice addio (temporaneamente) al Plaza Hotel: chiusura di quattro anni per salvare la storica facciata

Il leggendario albergo della Fifth Avenue, inaugurato nel 1907 e simbolo dell’architettura e del lusso newyorkese, si prepara a un imponente intervento di restauro conservativo. Porte chiuse da gennaio 2027.

Ti Lancio da New York 18 ottobre 2026 – Anche i monumenti più celebri del mondo hanno bisogno di cure straordinarie per mantenere inalterata la loro eleganza. È il caso del leggendario Plaza Hotel di New York, l’iconico edificio di Fifth Avenue affacciato su Central Park che ha fatto da sfondo a decine di capolavori cinematografici e pagine di letteratura. I suoi gestori hanno annunciato che a partire da gennaio 2027 l’hotel chiuderà temporaneamente i battenti per un imponente cantiere destinato a durare almeno quattro anni.

Al centro del progetto c’è il delicato restauro della maestosa facciata esterna, protetta dai vincoli dei beni storici di New York. Un intervento di manutenzione straordinaria reso inevitabile dal passare del tempo e dall’usura dei materiali sulla quasi centoventennale struttura.

Progettato dall’architetto Henry Janeway Hardenbergh (lo stesso autore del celebre edificio The Dakota sulla Central Park West), il Plaza non è solo un albergo di lusso, ma un capolavoro architettonico dal carattere imponente. Nel 1982, la celebre firma dell’architettura Paul Goldberger scrisse sul New York Times che il Plaza era stato «disegnato in uno stile comunemente descritto come Rinascimento Francese, ma che è essenzialmente eclettismo newyorkese: un château francese ingrandito fino alle dimensioni di un piccolo grattacielo e impreziosito da un’infinità di dettagli classici». Goldberger definì l’edificio come «l’unico hotel della città che rappresenta una parte del patrimonio architettonico di New York tanto fondamentale quanto edifici pubblici come Grand Central Terminal e la New York Public Library».

Nel corso della sua storia ultracentenaria, la struttura ha cambiato proprietà più di mezza dozzina di volte — passando persino per le mani di Donald J. Trump, che negli anni ’90 portò la società gestrice in bancarotta — ed è stata oggetto di diverse ristrutturazioni. Nei primi anni 2000 l’edificio è stato in parte convertito in residenze private e oggi conta 282 camere d’albergo e 181 appartamenti condominiali.

La chiusura comporterà lo stop totale delle attività alberghiere e della ristorazione: anche il celebre Palm Court e le sale ricevimenti abbasseranno le serrande, lasciando in sospeso eventi, soggiorni e matrimoni già programmati. A livello occupazionale, il sindacato dei lavoratori ha comunque ottenuto garanzie per i circa 380 dipendenti, che avranno il diritto di rientrare al proprio posto alle medesime condizioni contrattuali a lavori ultimati. Restano invece ancora da definire i dettagli logistici che interesseranno i residenti dei lussuosi appartamenti privati presenti all’interno del complesso.

Per la Grande Mela si tratta di un arrivederci forzato a uno dei suoi simboli più inossidabili, con una riapertura che promette di restituire alla città un’icona tirata a lucido, seppur con un’attesa che richiederà non poca pazienza.

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