(Ti Lancio dalla Campania) Sorrento (NA) 1 luglio 2024 – L’Italia è un Paese meraviglioso. Godiamo del meglio che la natura possa averci offerto. Questo fatto, evidente, dato per scontato, emerge imperioso e superbo, davanti a tanta bellezza. La Costiera Amalfitana: è qualcosa di indescrivibile per tutti i sensi. Gli occhi si appoggiano su mare, montagna, vegetazione lussureggiante. I profumi sono strepitosi. I sapori dei prodotti della terra: unici. Dai semplici limoni-caviale, ai pomodori. Tutto fa pensare che si possa vivere con ‘niente’. O meglio: questo è probabilmente il tutto, l’essenza della vita. La natura che ci circonda. Il vero della natura. Non mente la natura, in questo caso. Gli approfondimenti sui temi dell’etica del fare impresa, della carità cristiana anche e soprattuto nelle fabbriche, dei massimi valori e sistemi, calati nel mondo del lavoro, e del produrre in termini economici: il fatturare, pone ambite riflessioni. Le si è fatte durante il convegno nazionale dell’Ucid, l’Unione Cristiana imprenditori e dirigenti, avvenuta a Sorrento, presso il teatro della Cattedrale di Sorrento.

Fondamentale è l’applicazione di questi concetti chiave, nella realtà di tutti i giorni. Aspetto questo che deve venire spontaneo, come un agire normale. Improntato su questi valori. Un obiettivo da raggiungere. Un fine che può anche essere il primo e l’ultimo del fare impresa.
L’economia civile, in una ottica sempre più legata all’etica del sapere vivere con carità. E’ quanto emerso dal convegno nazionale dell’Unione cristiana imprenditori e dirigenti che si è tenuta a Sorrento.
Il fare impresa è ormai divenuto tutto uno con una visione olistica della persona che deve rimanere al centro, sempre e comunque. Per valorizzarla e consentirle la propria realizzazione personale che passa anche attraverso il raggiungimento degli obiettivi professionali. ‘Civil economy’ la ha definita il padre della dicotomia economica profondamente legata all’uomo: Stefano Zamagni.

Fra i protagonisti della tre giorni sorrentina: Nino Apreda, noto imprenditore campano, nell’ambito del turismo. ‘La Campania, la nostra amata terra in cui oggi ci troviamo è vocata la turismo, ma per essere accoglienti verso il prossimo, dobbiamo, per forza appellarci alla carità cristiana. Non possiamo fare altro. E’ d’obbligo come persone, come imprenditori, e come cristiani. Solo in questa ottica ci è consentito godere del successo negli affari’.
Il sindaco di Sorrento, Massimo Coppola: ‘Per noi è un grande onore ospitare il convegno dell’Ucid nazionale. I valori cristiani dell’imprenditoria sono estremamente utili alla nostra vocazione turistica. Riusciamo, con l’applicazione di essi, ad offrire il meglio della nostra terra: umanità, consapevolezza, gentilezza e generosità verso il prossimo, non possono prescindere nell’accoglienza di donne e uomini da ogni parte del mondo. Questo oggi, ed anche per e nel futuro: da sempre il nostro territorio gode di una incommensurabile bellezza per natura, paesaggi, profumi, sapori, che cerchiamo di condividere al meglio. Con umanità cristiana’.
A dare i saluti: l’arcivescovo di Sorrento e Castellammare di Stabia, Francesco Alfano.

Nell’occasione è stato presentato anche il libro bianco sull’economia civile: ‘Principi di Economia Civile: un guida per imprenditori e dirigenti’, edito da Guida editori.
‘Con questo volume, gettiamo le basi per l’economia civile del futuro – ha dichiarato Fabio Storchi, uno dei fautori del libro, presidente dell’Ucid di Reggio Emilia – l’Ucid promuove la formazione cristiana e l’alta moralità professionale degli associati, perché siano di fermento e di stimolo nel mondo dell’impresa, per la diffusione e l’adozione dei principi fondamentali della Dottrina sociale della Chiesa. La realizzazione di questi principi passa attraverso l’adozione di una Nuova Economia, ancorata al paradigma dell’economia civile, che attinge all’umanesimo civico della tradizione italiana di Antonio Genovesi che, nel 1753, introdusse, proprio alla Università di Napoli, il primo corso di Economia civile. Si tratta di una economia a misura d’uomo centrata sui valori relazionali, su: sviluppo integrale di ogni persona, aumento del loro benessere multidimensionale, responsabilità sociale della comunità, in una condivisa prospettiva di sviluppo equo e sostenibile’.

L’economia civile si basa su quattro capisaldi: stato, mercato, cittadinanza attiva e imprese. Questi attori sociali concorrono a dare vita ad un sistema di mercato responsabile, solidale e allo stesso tempo competitivo. Inoltre, svolgono l’impegnativo compito di gestire la transizione, verso la sostenibilità integrale. Esercizio, quest’ultimo, che richiede l’adozione di tre piani di azione, fra loro complementari: gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite (SDGs), i domini del benessere equo e sostenibile dell’Istat (Bes) e gli standard comunitari: Environment, Social e Governance dell’Unione Europea (ESG).
‘L’impresa – precisa Storchi – in questo rinnovato quadro di riferimento, diventa una insostituibile infrastruttura sociale, nella quale le persone si integrano, collaborano, convivono, acquisiscono coscienza di sé. Il lavoro, da semplice mezzo di sostentamento, diventa sempre più il ‘fine’ per assicurare alla persona uno sviluppo integrale e soddisfacimento dei bisogni materiali, socio-relazionali ed esistenziali. Fornendo così, risposte a domande fondamentali sul senso e lo scopo della vita. Gli imprenditori, dirigenti e professionisti son chiamati a dare un contributo sostanziale a questa profonda rigenerazione. Testimoniano con l’esempio: in famiglia, sul lavoro e nella società, i valori della morale cristiana. Favoriscono la costruzione di rapporti fraterni negli ambienti di lavoro, e la collaborazione di tutte le persone alla realizzazione del bene comune. Il loro crescente impegno per la difesa e la cura del creato, insieme allo sforzo di moltiplicare e rendere più accessibili per tutti, i beni di questo mondo, rendendo qualificante e nobile il loro lavoro, ispirato dalla DSC’.


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