Cookie Policy Diplomazia. USA. Strette sull'immigrazione negli USA: congelate le Green Card per i colossi della tecnologia e sotto tiro gli atenei - Tilancio

Diplomazia. USA. Strette sull’immigrazione negli USA: congelate le Green Card per i colossi della tecnologia e sotto tiro gli atenei

Diplomazia. USA. Strette sull’immigrazione negli USA: congelate le Green Card per i colossi della tecnologia e sotto tiro gli atenei

Ti Lancio da WASHINGTON USA 9 ottobre 2026  – L’amministrazione statunitense ha avviato una delle offensive più severe degli ultimi anni contro il sistema di visti per lavoratori qualificati e studenti stranieri. Con una mossa a sorpresa, il Dipartimento del Lavoro ha sospeso l’elaborazione dei permessi di residenza permanente (le note Green Card basate sul programma PERM) per diversi giganti della tecnologia e del settore IT, tra cui Microsoft, Adobe, Infosys, Tata Consultancy Services e Cognizant.

Allo stesso tempo, il Governo ha esteso il raggio d’azione delle indagini al mondo accademico, notificando ingiunzioni e avviando verifiche ufficiali su nove prestigiosi atenei americani – tra cui Harvard, Yale, Stanford e il MIT – per presunte irregolarità relative agli ingaggi di studenti e ricercatori stranieri.

La stretta sulle Big Tech: “Incoraggiare le assunzioni di lavoratori americani”.

La decisione di bloccare le pratiche PERM (il processo di certificazione del lavoro con cui un’azienda dimostra l’assenza di candidati statunitensi qualificati prima di sponsorizzare uno straniero) è stata motivata da presunti abusi del sistema.

Secondo le autorità governative, diverse aziende tecnologiche e società di outsourcing avrebbero utilizzato annunci di lavoro poco visibili o formali per giustificare la mancata assunzione di personale locale, favorendo l’ingaggio di forza lavoro estera a costi inferiori o vincolata al visto aziendale.

In una conferenza stampa sui provvedimenti, la Casa Bianca ha inviato un messaggio perentorio alle multinazionali: “Alla nostra industria diciamo: siete grandi aziende americane, ma dovete assumere lavoratori americani. Non è ammissibile licenziare personale statunitense e rimpiazzarlo con manodopera estera.”

La sospensione rimarrà in vigore a tempo indeterminato, finché le aziende coinvolte non dimostreranno piena conformità alle normative sulla protezione dei lavoratori locali.

L’intervento non si limita al settore industriale, ma colpisce al cuore il sistema universitario degli Stati Uniti. Il Dipartimento della Sicurezza Interna e l’Ispettorato del Lavoro hanno emesso mandati e citazioni in giudizio (subpoenas) nei confronti di importanti atenei.

I rilievi riguardano principalmente due aspetti. L’ipotesi che alcuni programmi d’ingaggio per studenti internazionali (come i visti di scambio J-1 e i tirocini estesi) vengano utilizzati per contenere il costo del lavoro nella ricerca universitaria.Verifiche sul rispetto delle norme federali nel reclutamento di ricercatori esteri impiegati in progetti ad alto valore tecnologico e scientifico finanziati con fondi pubblici.

Inoltre, sono state avanzate proposte per inasprire le commissioni e i requisiti per i programmi di formazione pratica rivolti agli studenti laureati all’estero.

Mentre diversi atenei hanno garantito piena collaborazione con le autorità federali pur difendendo la trasparenza della propria gestione, il settore tecnologico si trova ad affrontare una fase di profonda incertezza operativa.

Per migliaia di ingegneri, sviluppatori e professionisti altamente qualificati presenti negli Stati Uniti con visti temporanei (come gli H-1B), il congelamento dei processi di conversione in Green Card rappresenta un brusco arresto nei propri percorsi di carriera e di integrazione nel Paese. Le associazioni di categoria avvertono che regole eccessivamente restrittive rischiano di penalizzare la competitività globale e la capacità di attrazione dei talenti delle aziende americane.

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