Cookie Policy ECONOMIA. ER. UCID REGGIO EMILIA AL CENTRO DI UN DIBATTITO INTERNAZIONALE CON FABIO STORCHI - Tilancio

ECONOMIA. ER. UCID REGGIO EMILIA AL CENTRO DI UN DIBATTITO INTERNAZIONALE CON FABIO STORCHI

ECONOMIA. ER. UCID REGGIO EMILIA AL CENTRO DI UN DIBATTITO INTERNAZIONALE CON FABIO STORCHI

(Ti Lancio dall’Emilia Romagna) Reggio Emilia 17 ottobre 2025 – Ucid di Reggio Emilia al centro di un incontro internazionale sui temi attualissimi: della fuga dei cervelli, calo demografico e nuova governance di impresa, con il presidente Fabio Storchi.

Uniapac e Ucid lanciano un messaggio: ‘Serve un nuovo modello di leadership dove la responsabilità sociale e la dignità del lavoro siano prioritarie rispetto alla sola competizione economica’. Lo hanno fatto durante un incontro on line che si è tenuto alla presenza di Sigrid Marx, presidente dell’Uniapac, un’organizzazione ecumenica di leader aziendali cristiani che federa associazioni di 38 Paesi e Fabio Storchi, presidente Ucid (Unione cristiana imprenditori e dirigenti) di Reggio Emilia. 

Crisi demografica, invecchiamento e fuga dei cervelli minacciano il welfare europeo: servono nuove politiche governative e  nuove governance aziendali, che pongono l’equità di  genere, la dignità del lavoro e la formazione digitale al centro della competitività.

I due dirigenti chiedono un nuovo modello di leadership dove la responsabilità sociale e la dignità del lavoro siano prioritarie rispetto alla sola competizione economica.

Le aziende, in questa prospettiva, non sono solo attori economici, ma anche detentori di una responsabilità etica diretta nel contrastare il calo della natalità e nel ricostruire il capitale umano.

Uniapac ha sollecitato l’implementazione di politiche concrete a favore della famiglia, riconosciute come essenziali per invertire la rotta demografica. Su questo fronte, Fabio Storchi ha posto l’accento sulla necessità di un intervento immediato sull’equità interna all’azienda.”È fondamentale rendere il lavoro femminile equo rispetto al genere maschile,” ha sottolineato Storchi. L’equità, infatti, va oltre il principio etico: è un fattore strategico che “libera talenti e competenze, essenziali per la crescita aziendale e la sostenibilità demografica.” Di conseguenza, le politiche aziendali devono attivamente eliminare le barriere, valorizzando le donne facilitando la loro piena realizzazione professionale.

Per trattenere i giovani e attrarre forza lavoro qualificata (inclusi i migranti professionali), l’impresa del futuro deve essere non solo efficiente, ma profondamente etica. I lavoratori cercano un ambiente dove perseguire il proprio “purpose” e dove raggiungere le proprie aspettative di carriera.

In questo scenario, la tecnologia e l’intelligenza artificiale sono viste come alleati cruciali, non una minaccia. Sigrid Marz ha chiarito la posizione dell’associazione, promuovendo un “modello di IA che aumenti la dignità del lavoratore  e che prevenga l’esclusione sociale dovuta alla rapida automazione.

A tal fine, i leader aziendali devono promuovere piani di formazione per i collaboratori per diffondere le conoscenze sull’automazione e  sull’IA e far sì che questi diventino alleate  del lavoro e non un “mantra da combattere”.

Per rispondere efficacemente alla crisi demografica e, in particolare, al fenomeno della fuga dei giovani talenti, l’impresa non può limitarsi all’efficienza produttiva, ma deve ripensare profondamente la sua struttura interna e le politiche sul personale.

In questa direzione, occorre prestare particolare attenzione non solo alle nuove competenze tecniche (hard skills) richieste dall’innovazione e dalla trasformazione digitale, ma anche e soprattutto al potenziamento delle soft skills, come la leadership etica, la capacità di problem solving complesso, la collaborazione interculturale e l’adattabilità.

Parallelamente, è cruciale adottare una governance aziendale più aperta e dinamica. Questo significa superare modelli gerarchici rigidi a favore di strutture più agili e partecipative, capaci di attrarre e trattenere i giovani talenti. I giovani non cercano solo uno stipendio, ma un ambiente di lavoro inclusivo, che riconosca il loro contributo, offra percorsi di crescita chiari e permetta un reale bilanciamento tra vita professionale e privata. Solo attraverso un modello di leadership e gestione del personale che metta al centro il valore della persona, l’impresa potrà riaffermarsi come polo d’attrazione e motore di sviluppo sostenibile per l’Europa.

L’incontro tra Uniapac e Ucid lancia un messaggio netto alla comunità imprenditoriale: per superare la crisi demografica e la fuga dei talenti, è indispensabile adottare un’etica di responsabilità che ponga la persona, la parità di genere e lo sviluppo umano al cuore della strategia aziendale.
(Dispaccio di Ti Lancio della redazione di Trieste)

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