Cookie Policy ECONOMIA. ITALIA. LA SPIRALE TARIFFARIA AFFOSSA IL BUSINESS IN CINA: L'ALLARME DI RENATO RAILZ (EUROLLS) SULLE NUOVE TASSE PORTUALI USA - Tilancio

ECONOMIA. ITALIA. LA SPIRALE TARIFFARIA AFFOSSA IL BUSINESS IN CINA: L’ALLARME DI RENATO RAILZ (EUROLLS) SULLE NUOVE TASSE PORTUALI USA

ECONOMIA. ITALIA. LA SPIRALE TARIFFARIA AFFOSSA IL BUSINESS IN CINA: L’ALLARME DI RENATO RAILZ (EUROLLS) SULLE NUOVE TASSE PORTUALI USA

(Ti Lancio dall’Italia) 14 ottobre 2025 – L’escalation delle tensioni commerciali tra Cina e Stati Uniti raggiunge un nuovo, preoccupante livello, con l’introduzione da parte di Pechino di un nuovo regime di tasse portuali speciali per le navi collegate a interessi americani. Misure come questa, che rispondono a analoghi provvedimenti decisi da Washington, gettano un’ombra pesante sull’ambiente d’affari e rappresentano un rischio concreto per chi fa impresa nel Paese del Dragone.

A confermare la gravità della situazione è Renato Railz, Presidente di Eurolls, multinazionale italiana della lavorazione dei metalli con una presenza consolidata in Cina e attualmente impegnato in un road show a Shanghai.

“Queste tensioni non fanno bene a chi fa impresa,” afferma Railz, evidenziando il clima di crescente incertezza. “La Cina è un mercato estremamente competitivo e, insieme agli Stati Uniti, è qui che si decidono i destini economici mondiali. Ma quando la geopolitica si scontra con il commercio in questo modo, l’unica conseguenza è un aumento dei costi e della volatilità per tutti.”

A partire da oggi, le navi di proprietà o gestite da imprese, organizzazioni e individui statunitensi che attraccheranno nei porti cinesi saranno soggette a un balzello iniziale di 400 yuan (circa 56 dollari) per tonnellata netta, destinato ad aumentare gradualmente fino a raggiungere i 1.120 yuan. Come specificato dal Ministero dei Trasporti cinese, si tratta di una mossa volta a “tutelare gli interessi dell’industria navale cinese”, sotto pressione per le misure parallele varate dagli USA.

Questa reciprocità punitiva si traduce in un segnale pessimo per l’intero ecosistema industriale. Per aziende come Eurolls, che lavorano con partner globali, l’aumento dei costi di trasporto e logistica, causato direttamente da queste tariffe, si tradurrà inevitabilmente in un incremento dei prezzi finali, una riduzione dei margini di profitto o, peggio, nella necessità di rivedere drasticamente le proprie catene di approvvigionamento.

In un contesto globale già complesso, l’introduzione di un doppio sistema tariffario USA-Cina aggiunge incertezza operativa a un equilibrio già fragile. Per gli imprenditori con interessi nel Paese del Sol Levante, come Renato Railz, il messaggio è chiaro: in questa guerra commerciale, non ci sono veri vincitori, solo operatori che devono navigare in acque sempre più turbolente.
(Dispaccio di Ti Lancio della redazione di Trieste)

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