Cookie Policy IMPRESE. LOMBARDIA-ER. IL PATTO TRA ISTITUZIONI E IMPRESA E L’INCOGNITA DELLA SICUREZZA - Tilancio

IMPRESE. LOMBARDIA-ER. IL PATTO TRA ISTITUZIONI E IMPRESA E L’INCOGNITA DELLA SICUREZZA

IMPRESE. LOMBARDIA-ER. IL PATTO TRA ISTITUZIONI E IMPRESA E L’INCOGNITA DELLA SICUREZZA

(Ti Lancio dalla Lombardia e dall’Emilia Romagna) Milano – Reggio Emilia 18 febbraio 2026 – Il furto di materie prime subito da Eurolls Spa a Boffalora sopra Ticino (Milano) – un danno superiore ai 200.000 euro inferto con precisione chirurgica – non è solo un episodio di cronaca nera industriale. Rappresenta la manifestazione di un logoramento strutturale nel rapporto tra istituzioni e tessuto produttivo. Quando Renato Railz, fondatore del colosso friulano, parla di “attacco alla dignità dell’impresa”, pone l’accento su un punto critico: l’imprenditore non può essere costretto a sottrarre risorse all’innovazione per destinarle alla difesa dei propri confini fisici.

Il caso di Eurolls non è isolato. Da tempo, il mondo industriale e quello civile segnalano un inasprimento della criminalità che colpisce sia i magazzini, le imprese, sia i centri urbani. 

Fabio Storchi, presidente di sezione Ucid (Unione cristiana imprenditori e dirigenti), ha recentemente evidenziato come questa insicurezza diffusa nelle città italiane non sia solo un’emergenza sociale, ma un freno alla crescita. 

‘Quando il cittadino o l’imprenditore percepiscono un arretramento delle istituzioni nella tutela della legalità, il rischio è la rottura del patto sociale. La difesa della proprietà e della persona non può essere delegata al singolo; farlo significherebbe accettare una deriva verso modelli sociali lontani dalla nostra tradizione, basati sull’autotutela e sulla frammentazione dell’autorità.

Secondo Storchi, la risposta non può risiedere in interventi estemporanei o palliativi. ‘La sfida è di sistema. Le tecnologie di monitoraggio e tracciamento sono oggi ampiamente disponibili, ma restano parzialmente inespresse. Occorre una strategia permanente che integri presidi fisici e strumenti digitali. Non si tratta solo di sorveglianza, ma di creare infrastrutture moderne che mappino il rischio e prevengano il degrado’ afferma.

L’obiettivo è la riconquista dello spazio pubblico. Un centro storico o una zona industriale percepiti come sicuri tornano a essere poli di attrazione per flussi pedonali, investimenti e socialità. Se le persone riprendono a vivere la piazza o il distretto senza timore, le attività locali tornano a prosperare, agendo esse stesse come sentinelle naturali del territorio.

Le aziende e le botteghe sono il motore economico del Paese. Tuttavia, se questo motore deve operare in un contesto di isolamento difensivo, l’intero sistema rischia il rallentamento. La legalità garantita dall’autorità costituita è il presupposto per qualsiasi visione di futuro. Chiedere allo Stato una presenza ferma e investimenti strutturali nella sicurezza significa, in ultima analisi, chiedere le condizioni minime per poter continuare a produrre e a vivere in una comunità civile.

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