(Ti Lancio dalla Sardegna) Cagliari 12 dicembre 2024 – In Sardegna poco più di 500 chilometri quadrati saranno destinati per chi desidera installare gli impianti per le energie rinnovabili. Dopo tante polemiche e discussioni è stato approvato dal consiglio regionale Sardo il regolamento che indica le aree idonee dove poter installare le pale eoliche, i pannelli solari, le centrali a bio massa e tutte le tipologie di impianti che utilizzano le fonti rinnovabili.
La votazione ha visto il voto favorevole di 35 consiglieri che appoggiano la presidente Alessandra Todde, mentre tutta la minoranza rappresentata da 14 consiglieri del centro destra ha votato contro perché ha ritenuto la nuova legge impugnabile da parte di chi intende effettuare degli impianti per la produzione di energia da risorse rinnovabili. Praticamente la Sardegna si estende per 24.100 km quadrati e solo il 2% della superficie è stata ritenuta idonea per la produzione di questo tipo di energia e corrisponde in gran parte alle ex aree industriali e a quelle aree ritenute compromesse come quelle minerarie e quelle di risulta. Su questi terreni potranno essere installati gli impianti eolici, mentre per quello che riguarda il fotovoltaico i pannelli potranno essere installati su tutti gli edifici da quelli pubblici fino a quelli privati per arrivare a quelli industriali. Per favorire le energie rinnovabili è stato aperto un fondo di 700 milioni di incentivi che verranno erogati fino al 2030 secondo appositi bandi.
La regione Sardegna è la prima in Italia a dotarsi di un simile regolamento che riguarda la transizione energetica e che mira a proteggere le aree incontaminate dell’Isola e a difendere al massimo l’ambiente per evitare quello che molti cittadini, comitati territoriali e amministrazioni comunali hanno chiamato: “la speculazione energetica delle multinazionali del vento e del sole” che vedono nella Sardegna un luogo dove poter installare numerosi impianti su tutto il territorio.
(Dispaccio di Ti Lancio di Paolo Ruini)


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