(Ti Lancio dall’Emilia Romagna) Reggio Emilia 1 maggio 2023 – «Un’attenzione pioneristica per la meccatronica» è ciò che egli stesso si riconosce. E’ l ’intuizione che il mondo stava cambiando e che i confini tra l’ingegnere elettronico e quello meccanico sarebbero sfumati, che lo ha indotto, da presidente di Unindustria Reggio Emilia negli anni 2002 al 2006, a promuovere la costituzione del Club Meccatronica, un settore allora emergente e a essere tra i principali promotori dello sviluppo del cluster della Meccatronica nel territorio emiliano. Contestualmente, nel 2000, è stato tra coloro che hanno contribuito alla progettazione e all’avvio del corso di laurea in Ingegneria Meccatronica presso la sede reggiana di Unimore, dove è stato insignito della laurea ad honorem proprio in Ingegneria Meccatronica, nel 2019. Un anno prima è diventato Cavaliere del Lavoro per essersi reso «singolarmente benemerito nel campo della meccatronica industriale», onorificenza conferita dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Fabio Storchi, fondatore di Comer Industries – leader nella progettazione e produzione di sistemi avanzati di ingegneria per la trasmissione di potenza – e presidente di Vimi Fasteners, leader nella progettazione e produzione di organi meccanici di fissaggio per molteplici settori industriali, è imprenditore con oltre 50 anni di storia aziendale. Presidente del Gruppo emiliano romagnolo dei Cavalieri del Lavoro, racchiude in sé una storia straordinaria di imprenditore e di uomo impegnato nelle istituzioni, convinto del «ruolo fondamentale e complementare esercitato dalla città e dal sistema territoriale nel quale l’azienda opera».

«Ho creduto e investito nella meccatronica sin dall’inizio», afferma l’ingegner Storchi e «oggi l’evoluzione continua delle tecnologie ha fatto della meccatronica una nuova base di conoscenza». La meccatronica, infatti, è la scienza nata dall’integrazione fra la meccanica, l’elettronica e l’informatica per la progettazione, la produzione e il controllo di prodotti e processi ad elevato grado di automazione». Un esempio di questa rapida evoluzione è fornito dai trattori, prodotto storico del distretto reggiano, che, dopo esser diventati meccatronici, sono oggi concepiti e realizzati come vere e proprie “piattaforme di automazione” proiettate alla guida autonoma.
«Trasformazione digitale e meccatronica – sostiene Storchi – portano con sé il più grande cambiamento dai tempi della prima rivoluzione industriale. È indispensabile misurarsi ogni giorno di più con questo nuovo paradigma – continua -, tenendo presente che le innovazioni possono realizzarsi e diffondersi solo se affiancate e sostenute da “un ecosistema territoriale forte ed evoluto”». La sfida degli anni a venire non sarà solo questione di macchine e tecnologie, «sarà soprattutto una grande rivoluzione culturale, una competizione tra livelli di conoscenza e di sapere destinata a incidere profondamente sulle persone e sulla comunità». Ritorna così quella economia dei luoghi, dei distretti produttivi che vivono di e per gli scambi spesso informali che si generano tra imprenditori, lavoratori e componenti della società allargata. Un sistema di imprese che evolve grazie alla capacità del territorio e delle sue istituzioni di essere complementari alla crescita delle aziende e di assicurare la presenza di “fattori esterni”, quali servizi di terziario avanzato, cruciali per permettere alle imprese di ideare prodotti, scambiarsi informazioni, generare lavoro e valore. Queste “esternalità” rappresentano, dopo il talento imprenditoriale, il secondo tratto distintivo di Reggio Emilia. Una realtà dove la meccanica intelligente ha potuto svilupparsi grazie all’intelligenza del territorio. È questa l’essenza di quella “coralità produttiva” che in pochi decenni è stata capace di rendere visibile Reggio Emilia e la sua “Meccatronica” nel mondo.

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