(Ti Lancio dall’Emilia Romagna) Reggio Emilia 22 gennaio 2023 – Ricorso rigettato e, quindi, licenziamento legittimo per giusta causa. È finita così, con la sentenza emessa dal Tribunale di Reggio Emilia la vertenza che ha coinvolto Tecnove, l’azienda metalmeccanica con mercato internazionale di Novellara specializzata nella carpenteria metallica su misura.
A chiamarla a giudizio è stato un dipendente, un operaio di 5° livello assunto il 14 gennaio del 2019 e licenziato il 18 marzo del 2022, con un provvedimento preso dopo aver adottato una prima sospensione disciplinare (il 3 marzo 2022) a seguito della verifica di una condotta non conciliabile con lo stato di malattia per il quale era assente dal luogo di lavoro. Un’assenza che si protraeva da metà ottobre 2021. L’azienda, ricostruisce il presidente Alberto Lombardini, «ha fatto eseguire proprie indagini private svolte a febbraio 2022, ha provato che il dipendente negli stessi giorni di assenza si era recato fuori Reggio Emilia per cene in diverse località con una coppia di amici, fino ad arrivare a Lugano per poi rientrare in Italia attraverso Como». La malattia era iniziata in concomitanza con l’obbligo del green pass per l’ingresso negli ambienti di lavoro e, come scrivono i giudici, «era cessata miracolosamente con l’attenuarsi della pandemia»
Il Tribunale, nel rigettare il ricorso del dipendente, ha riconosciuto come «pienamente legittimo il ricorso all’investigazione privata da parte del datore di lavoro», per «aver nutrito sospetti per la condotta tenuta dal dipendente», sottolinea il presidente. Inoltre, sulla base dell’indagine del medico legale e «delle ampie e condivisibili argomentazioni del Ctu», cioè il consulente tecnico d’ufficio, il giudice ha confermato «la correttezza del datore di lavoro, il quale ha ritenuto il rapporto fiduciario per le condotte tenute dal lavoratore non compatibili con lo stato di malattia».
Quindi, «rigettando il ricorso e ha, indirettamente, ritenuto lecito il licenziamento», conclude Lombardini che ha parole di particolare apprezzamento per l’avvocatessa Silvia Casari, la professionista che ha seguito con successo l’azienda nella vertenza.
Nella foto: Silvia Casari e Alberto Lombardini


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