(Ti Lancio dall’Emilia Romagna) Reggio Emilia 21 marzo 2024 – «La cultura e la formazione sono la via maestra per un riscatto sociale, per costruire benessere per sé, per la propria famiglia e per la comunità in cui si vive. Per questo crediamo che la meritoria iniziativa del missionario don Luca Fornaciari, impegnato nella costruzione di un’Università, in una delle aree più povere e più densamente popolate del Madagascar, debba avere la nostra attenzione e il nostro sostegno».
Questa è la considerazione da cui muove Paolo Storchi, figlio del noto imprenditore Fabio Storchi, che prosegue il consolidato impegno di tutta la famiglia a favore di alcuni missionari emiliani impegnati in quella terra lontana.
«Sono persone straordinarie – sottolinea -, che interpretano al meglio la vocazione missionaria oggi: spendersi per gli altri in modo gratuito e agire, non solo per alleviare momentaneamente le condizioni critiche in cui vivono, ma per dare alle persone gli strumenti fondamentali per costruire, da sé, un benessere duraturo e foriero di positività per sé e per la comunità. La carità, intesa nel suo senso più alto e nobile, non si esaurisce infatti nell’assicurare beni materiali, ma nel dare solide prospettive di futuro».
Don Luca Fornaciari, in una sua recente lettera, racconta come è nata l’idea di far nascere un’Università Cattolica a Farafangana, sulla costa Sud-Est del paese, in una delle regioni più povere e periferiche, da dove i giovani se ne vanno e dove non esiste un polo di formazione universitaria. «Qui ci sono tantissime emergenze – ha scritto -, ma ci siamo resi conto che, con grande probabilità, il campo su cui occorre investire di più sia quello culturale». Inoltre, un polo universitario potrebbe «contribuire enormemente allo sviluppo della regione», come è già accaduto in altre aree malgasce.
Il progetto è già molto più di un’idea: sono state individuate le facoltà – agraria, pedagogia, economia – e la Conferenza Episcopale del Madagascar, in accordo con la Regione, ha già messo a disposizione un’ampia area di 30 ettari dove si trova un imponente edificio, per il quale è già stato fatto un progetto per la destinazione d’uso universitaria. «Se tutto andrà bene – scrive fiducioso don Fornaciari – potremo aprire la nostra Università in tempi brevi».
Un progetto animato «da missionari che dedicano la loro vita a favore dei più poveri e senza chiedere nulla in cambio – considera Paolo Storchi – merita la nostra piena solidarietà e l’impegno di stringerci a loro, per concretizzare velocemente il progetto dell’Università a Farafangana ».

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