Cookie Policy Esteri. Francia, attacco hacker ai frigo dei supermarchè: banchi congelatori fino a 50°C e tonnellate di cibo da buttare   - Tilancio

Esteri. Francia, attacco hacker ai frigo dei supermarchè: banchi congelatori fino a 50°C e tonnellate di cibo da buttare  

Esteri. Francia, attacco hacker ai frigo dei supermarchè: banchi congelatori fino a 50°C e tonnellate di cibo da buttare  

Ti Lancio da Parigi 15 ottobre 2026 – Un attacco cibernetico senza precedenti ha colpito la grande distribuzione in Francia, prendendo di mira direttamente l’infrastruttura fisica dei punti vendita. Nella notte tra l’11 e il 12 ottobre, un gruppo di hacker è riuscito a manomettere a distanza i moduli di controllo dei sistemi di refrigerazione e congelamento di centinaia di store.  

I pirati informatici hanno attivato le funzioni di sbrinamento forzato, portando la temperatura di frigo e freezer fino a oltre 50°C. L’innalzamento termico ha compromesso la catena del freddo e reso inservibili alimenti freschi e surgelati. Tra le catene maggiormente colpite figurano Intermarché (con circa 150-300 punti vendita interessati), Carrefour, Coopérative U e Monoprix.  

I vertici delle aziende colpite hanno espresso forte indignazione per un attacco definito “inaccettabile” e mirato alla catena di approvvigionamento alimentare. I danni economici stimati ammontano a decine di milioni di euro.  

Quanto accaduto nei supermarché francesi segna un salto di qualità nelle minacce informatiche: l’obiettivo non è stato il furto di dati o il riscatto finanziario (ransomware), ma il sabotaggio diretto dell’infrastruttura fisica. Manipolando i sistemi centralizzati di gestione della temperatura collegati in rete, gli hacker hanno costretto centinaia di congelatori a scaldarsi improvvisamente.  

Secondo le prime ricostruzioni degli esperti e delle autorità informatiche, l’attacco avrebbe sfruttato falle di sicurezza presenti in moduli di controllo remoto e software datati (EOL – End of Life) prodotti da fornitori del settore come Danfoss e Copeland, i cui terminali risultavano direttamente esposti su Internet.  

L’episodio ha riacceso il dibattito sulla “cyber-igiene” e sulla protezione della catena alimentare e delle infrastrutture critiche: quando i sistemi IoT industriali privi di aggiornamenti vengono lasciati connessi alla rete globale, il rischio di danni reali al mondo fisico diventa drammaticamente concreto.  

Leave a Reply

Your email address will not be published.