(Ti Lancio dall’Emilia Romagna) Pianoro (BO) 26 settembre 2024 – Marchesini Group festeggia il mezzo secolo di attività. Nata nel 1974 in un garage di Pianoro dove Massimo Marchesini ebbe l’idea di costruire un’astucciatrice, poi con gli anni si è talmente evoluta che è diventata una realtà di riferimento nel settore del packaging farmaceutico e cosmetico. Il gruppo ha fatturato circa 600 milioni di euro nel 2023 con un aumento del 15% rispetto al 2022, conta quasi tremila collaboratori ed è presente in 116 paesi con una rete di agenzie e di 16 filiali estere.
Per festeggiare i 50 anni sono stati avviati diversi progetti come quello della “Future Box” in piazza Maggiore a Bologna, dove migliaia di persone dal 18 al 22 settembre hanno potuto visitare un’installazione multimediale con la forma di una grande scatola, lunga 32 metri e larga 18, che ricorda una tipica confezione di prodotti farmaceutici a richiamare quello che storicamente è il segmento di mercato principale dell’azienda di Pianoro, a cui in anni più recenti si è aggiunta la cosmetica. All’inaugurazione hanno preso parte il sindaco di Bologna Matteo Lepore, la presidente facente funzione dell’Emilia-Romagna Irene Priolo, il viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Galeazzo Bignami e il cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna. Per i 50 anni sono in calendario altri appuntamenti che avranno come tema: “What’s the future?”. L’idea è quella di un futuro migliore per tutti per questo la Marchesini fra le tante iniziative in cantiere vi è quella dove sosterrà le iniziative delle tre associazioni WeWorld, Save the children e Phoresta, individuate in collaborazione con la Fondazione Marchesini ACT (l’ente che dal 2021 racchiude e coordina le iniziative di solidarietà della società). Si tratta di progetti ispirati ai tre pilastri di Avanguardia – Cultura – Territorio. Nello specifico, un supporto concreto alle comunità in Perù e Bolivia con la telemedicina, sviluppato dall’associazione WeWorld; un sostegno agli asili dei campi profughi siriani con supporto dell’impresa sociale femminile in Giordania e tutela dell’educazione in Etiopia a cura di Save the Children; infine la realizzazione del bosco della biodiversità di Bologna, progettato da Phoresta.
(PARU)


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