Ti Lancio dal Friuli Villa Santina Udine 5 settembre 2026 – Negli stabilimenti della Eurolls a Villa Santina, nel cuore della Carnia, si è tenuto un incontro di rilevante spessore per la manifattura regionale tra due figure di spicco del settore: Andrea Lazzarini e Renato Railz. Al centro del dibattito, la necessità inderogabile di riflettere su dove stia andando il futuro di un comparto industriale cruciale per l’intera economia del Friuli-Venezia Giulia.
Il territorio friulano, storicamente caratterizzato da un profilo silente, operoso e concentrato sulla concretezza del fare, ha scelto di mettersi apertamente in discussione per riaffermare il proprio ruolo nello scenario globale. «Il Friuli è da sempre una terra di lavoro, silenzio e grande determinazione, ma oggi non possiamo limitarci a fare bene il nostro mestiere chiusi nei nostri stabilimenti», ha dichiarato Renato Railz. «Siamo parte integrante di un sistema-paese che deve rimanere competitivo su scala internazionale. Per affrontare un periodo storico complesso come quello attuale, è fondamentale confrontarsi in modo trasversale e autentico, mettendo sul tavolo i problemi reali e costruendo strategie di difesa e sviluppo comuni per tutta la filiera».
Un’analisi condivisa pienamente anche dal punto di vista strategico e di politica industriale, con un richiamo diretto alle grandi partite nazionali che impattano sull’intero settore della meccanica. «Dobbiamo chiederci con pragmatismo dove sta andando la meccanicità friulana e quali strumenti abbiamo per guidare la transizione in corso», ha sottolineato Andrea Lazzarini. «Non possiamo prescindere dal contesto generale: le vicende come quella dell’ex ILVA testimoniano la necessità di scelte forti e chiare da parte del Paese a sostegno dell’eccellenza manifatturiera. Senza una visione politica solida a tutela della materia prima e dell’industria di base, l’intera catena del valore rischia di soffrire».
Dall’incontro di Villa Santina emerge così un messaggio chiaro: di fronte alle incertezze globali, la risposta della meccanica friulana parte dalla montagna, unendo visione, confronto aperto e una difesa comune del patrimonio industriale del territorio.


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