Ti Lancio da Udine FVG 28 ottobre 2026 – All’indomani della due giorni dell’Assemblea Generale di Federmeccanica tenutasi al Kilometro Rosso di Bergamo, si alza forte e chiara la voce degli imprenditori del Nord-Est. Tra le testimonianze più nitide emerge quella di Andrea Lazzarini, CEO e fondatore di RALC Italia, azienda metalmeccanica friulana specializzata nell’automazione e macchinari su misura.
Il messaggio lanciato a margine dell’assise bergamasca non lascia spazio a compromessi: l’Italia non può più permettersi di navigare a vista e necessita urgentemente di una politica industriale ed energetica strutturale e strategica per fare fronte a un contesto globale segnato da profonde tensioni geopolitiche e commerciali.
“Questi anni segnati da guerre e instabilità globale ci hanno insegnato drammaticamente quanto siamo vulnerabili”, osserva Lazzarini. “Negli ultimi decenni la manifattura italiana ha ceduto terreno in settori simbolo della nostra capacità produttiva. Pensiamo al comparto degli elettrodomestici bianchi, un tempo nostro fiore all’occhiello e oggi fortemente ridimensionato. Nel frattempo, giganti come la Cina avanzano con una dote tecnologica ed economica di altissimo livello che incombe su tutto il manifatturiero europeo.”
Il nodo centrale del dibattito resta il costo dell’energia, vero elemento penalizzante per le imprese manifatturiere italiane rispetto ai competitor continentali e internazionali.
Lazzarini traccia un confronto diretto e concreto guardando ai Paesi a noi vicini. Nella vicina Ungheria, ad esempio, i carburanti si attestano attorno a 1,5 euro al litro e l’energia per l’industria ha costi dimezzati rispetto ai livelli italiani. L’impatto sul tessuto produttivo: “Non è accettabile che l’Italia finisca sempre per pagare il prezzo più alto di ogni crisi internazionale” continua la guida di RALC Italia. “Questo extra-costo energetico si scarica direttamente sui bilanci aziendali, soffocando gli investimenti e minando la competitività globale delle nostre eccellenze meccatroniche.”
Dall’Assemblea di Bergamo emerge quindi un appello corale alle istituzioni politiche ed economiche europee e nazionali. Per difendere la filiera metalmeccanica – pilastro fondamentale dell’export e dell’occupazione del Paese – servono: piani energetici trasparenti e competitivi che livellino il gap tariffario con il resto d’Europa. Strategie industriali di lungo respiro capaci di proteggere le filiere chiave e incentivare la sovranità tecnologica della manifattura italiana di fronte allo strapotere dei mercati asiatici.
“Abbiamo necessità di prospettive e lungimiranza”, conclude Andrea Lazzarini. “Le nostre imprese sanno innovare ed esportare in tutto il mondo, ma senza una cornice di regole e costi produttivi equi, rischiamo di compromettere l’intero patrimonio industriale italiano.”


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