(Ti Lancio da Roma) Roma 24 novembre 2025 – Si è conclusa positivamente la trattativa per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, un’intesa che, nelle parole dei suoi protagonisti, è stata raggiunta all’insegna della responsabilità e dell’equilibrio. Le parti sociali hanno siglato un accordo che mira a bilanciare le esigenze di competitività delle imprese con la sostenibilità complessiva del settore.
Simone Bettini presidente di Federmeccanica ha chiarito l’approccio negoziale: “La nostra volontà è sempre stata chiara: firmare il Contratto, tenendo al contempo bene a mente qual è la situazione nella quale ci troviamo, perché il rinnovo del CCNL deve sempre essere contestualizzato, calato cioè nella realtà del momento.”
Secondo Bettini, l’accordo rispetta pienamente le due condizioni ritenute imprescindibili per l’associazione datoriale: Competitività e Sostenibilità.
Un plauso all’esito delle negoziazioni arriva anche da Roberto Rossi di Assistel, che ha sottolineato come sia prevalso il “senso di responsabilità dimostrato da tutte le Parti coinvolte”. Questo atteggiamento, secondo Rossi, ha: “Consentito il raggiungimento di un accordo fondato sull’equilibrio”.
L’accordo prevede un aumento economico complessivo di 205 euro nell’arco dell’intera vigenza contrattuale. Nello specifico, l’aumento sui minimi sarà di 177 euro nei prossimi tre anni, distribuito come segue:
- 53 euro/mese nel 2026
- 59 euro/mese nel 2027
- 65 euro/mese nel 2028
A questa cifra si aggiungono i circa 28 euro già erogati a giugno 2025.
Inoltre, viene potenziata la parte relativa al welfare aziendale. L’aumento dei flexible benefits è fissato da 200 a 250 euro l’anno. Nell’intero periodo 2021-2028, l’importo totale di flexible benefits netti per ciascun addetto raggiungerà così la somma di 1.750 euro. Importanti novità sono state introdotte anche sul fronte normativo e della flessibilità oraria e contrattuale. Le ore annuali per l’orario plurisettimanale sono state ampliate a 96, con l’obiettivo di “meglio bilanciare i carichi di attività”. Il tetto complessivo tra plurisettimanale e straordinario in quote esenti viene innalzato a 128 ore. Aumentano i permessi annuali retribuiti a fruizione collettiva da 5 giorni (40 ore) a 7 giorni (64 ore) annui per tutti i lavoratori, con una contestuale riduzione dei Permessi Annuali Retribuiti (PAR) a fruizione individuale. È stata prevista la possibilità per i contratti a termine di superare i 12 mesi di durata a fronte di specifiche causali. A partire dal 2027, l’utilizzo di tali causali sarà condizionato alla stabilizzazione di almeno il 20% dei precedenti contratti a tempo determinato. Viene infine inserito un termine di durata anche per i contratti di somministrazione a tempo indeterminato.
L’accordo, dunque, si configura come un punto di riferimento strategico per il settore, un patto che coniuga l’esigenza di adattabilità delle imprese alle dinamiche economiche con la necessità di garantire certezza e miglioramento economico-normativo per i lavoratori.


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