(Ti Lancio da Roma) Roma 24 giugno 2026 – I past president indicano la via per superare un momento di fortissime tensioni macroeconomiche: la Federazione deve evolversi per rispondere alle reali esigenze delle imprese associate, rimettendo la manifattura al centro dell’agenda del Paese.
In un contesto globale segnato da profonde trasformazioni tecnologiche e da fortissime tensioni geopolitiche ed economiche, il sistema della meccanica italiana si interroga sul proprio futuro e sulla necessità di cambiare pelle. Un messaggio chiaro di evoluzione e pragmatismo arriva da due figure di primo piano della Federazione: i past president Federico Visentin e Alberto Dal Poz.
L’appello lanciato dai due autorevoli esponenti industriali è netto: Federmeccanica deve sapersi adeguare rapidamente ai tempi che cambiano e, soprattutto, intercettare le nuove ed emergenti esigenze delle aziende associate. Non è più il momento dei particolarismi; oggi serve una compatta unione di intenti a livello nazionale per fare fronte comune contro le tempeste del mercato globale.
Visentin: “Il ruolo cruciale della meccanica italiana e la sfida della flessibilità”.
Nel suo intervento, Federico Visentin ha voluto sottolineare con forza la centralità assoluta della meccanica italiana in questa delicata transizione storica. La meccanica non è un settore come gli altri, ma il vero motore trainante dell’intera economia nazionale.
“La manifattura deve tornare al centro dell’agenda politica ed economica. In questo scenario, Federmeccanica deve dimostrare una forte flessibilità organizzativa e strategica: solo evolvendo i propri modelli potremo raggiungere risultati concreti e, di conseguenza, permettere al nostro grande Paese di vincere le sfide internazionali”. Federico Visentin, past president di Federmeccanica.
Secondo Visentin, la flessibilità diventa l’asset principale per rispondere alla volatilità dei mercati e per supportare le imprese in modo sartoriale, dalle grandi transizioni digitali fino alla gestione delle competenze professionali.
Dal Poz: “Unione di intenti nazionale per superare le tensioni”
A fare eco a questa visione è Alberto Dal Poz, il quale ha messo l’accento sulla necessità di una coesione interna ed esterna mai vista prima. Le tensioni sui costi delle materie prime, la riorganizzazione delle filiere e le incertezze geopolitiche impongono una risposta corale.
Per Dal Poz, adeguarsi ai tempi significa trasformare la Federazione in un hub sempre più vicino alle reali necessità di chi fa impresa ogni giorno. L’unione di intenti a livello nazionale è l’unico scudo efficace per proteggere il patrimonio industriale italiano e per proiettarlo verso il futuro, superando le frammentazioni territoriali o di categoria.
Il messaggio combinato di Visentin e Dal Poz traccia una linea di continuità e responsabilità. Nel momento in cui le tensioni esterne picchiano più duro, la meccanica italiana sceglie di non arroccarsi, ma di aprirsi al cambiamento. Una Federmeccanica flessibile e unita non è solo un vantaggio per le imprese iscritte, ma una garanzia di tenuta e successo per l’intero sistema Paese.


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