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Industria. Piemonte. La Rivoluzione Industriale ad Alpignano: Alessandro Cruto e la storia della ‘lampadina’ tutta Italiana

Industria. Piemonte. La Rivoluzione Industriale ad Alpignano: Alessandro Cruto e la storia della ‘lampadina’ tutta Italiana

Ti Lancio da Alpignano Torino 8 ottobre 2026 – Quando si parla dell’invenzione della lampadina ad incandescenza, il primo nome che affiora alla memoria collettiva è quasi sempre quello dello statunitense Thomas Edison. Eppure, nel cuore del Piemonte, a pochissimi chilometri da Torino, si è svolta una storia parallela di straordinario genio inventivo ed eccellenza manifatturiera. Alpignano occupa infatti un posto di primissimo piano nella storia della tecnologia italiana e mondiale, legato indissolubilmente alla figura dell’inventore Alessandro Cruto.

Nato a Piossasco nel 1847, Alessandro Cruto si dedicò con passione quasi ossessiva allo studio della fisica e della chimica applicata. L’obiettivo dell’epoca era trovare un filamento in grado di resistere alle alte temperature della corrente elettrica senza bruciarsi rapidamente. Mentre Edison lavorava oltreoceano impiegando filamenti di carbonio derivati da fibre vegetali (come il bambù), Cruto imboccò una strada pionieristica: la deposizione di carbonio puro su un filo sottilissimo attraverso processi chimici.

Il risultato fu un filamento sintetico di grafite estremamente omogeneo, robusto e capace di emettere una luce più bianca e brillante rispetto a quella della lampada americana.

Nel 1885, Cruto decise di fare il grande salto industriale scegliendo Alpignano — favorita dalla presenza della Dora Riparia e dalla forza motrice idraulica — per fondare uno dei primi stabilimenti al mondo dedicati alla produzione su scala industriale di lampade ad incandescenza. La tecnologia sviluppata ad Alpignano si rivelò fin da subito non soltanto concorrente, ma per diversi aspetti acustici e luminosi persino superiore a quella offerta da Edison.

Lo stabilimento fondato da Cruto ad Alpignano rappresentò la scintilla di una profonda trasformazione economica e sociale. Nel corso del Novecento, la fabbrica attraversò diverse fasi societarie che testimoniano la centralità del sito alpignanese nella produzione elettrica nazionale e internazionale. Edison Clerici.  Con il consolidarsi del mercato dell’energia elettrica e la fusione delle eccellenze produttive italiane, il polo passò sotto il marchio della Società Edison Clerici. Lo stabilimento Philips.  Successivamente, la struttura entrò a far parte del gruppo multinazionale Philips, rimanendo attiva per decenni e diventando un punto di riferimento europeo nella produzione di soluzioni per l’illuminazione.

L’impatto della visione di Alessandro Cruto sul territorio fu dirompente. Prima dell’insediamento industriale, Alpignano era un tranquillo borgo la cui economia ruotava prevalentemente attorno all’agricoltura e alle attività artigianali collegate al fiume.

L’arrivo della fabbrica di lampadine portò lavoro, infrastrutture e l’arrivo di maestranze specializzate. Nel secondo dopoguerra, in pieno boom economico, questo forte impulso industriale trasformò definitivamente Alpignano in un fiorente centro manifatturiero, innescando un notevole incremento demografico e l’espansione urbanistica del comune.

Oggi la memoria di questa epopea tecnologica vive nell’Ecomuseo “Sogno di Luce” di Alpignano, intitolato proprio ad Alessandro Cruto. Il museo conserva e valorizza gli strumenti originali, i documenti dell’epoca e le testimonianze di come una piccola cittadina piemontese sia stata, per decenni, una vera e propria capitale della luce nel mondo.

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