Ti Lancio dalla Francia – Parigi, 6 luglio 2026 – Christine Lagarde apre a una clamorosa uscita anticipata dalla guida della Banca Centrale Europea. In un’intervista rilasciata al quotidiano economico Les Echos, la presidente della BCE ha dichiarato che potrebbe lasciare il proprio mandato prima della scadenza naturale fissata per l’ottobre 2027, con l’obiettivo di impegnarsi attivamente nel dibattito politico in vista delle imminenti elezioni presidenziali francesi del 2027.
Interrogata sull’ipotesi di concludere in anticipo la sua esperienza a Francoforte, Lagarde ha risposto con precisione: “È possibile. Credo che nel dibattito presidenziale francese debba farsi sentire una voce europea”.
L’ex ministra dell’Economia di Parigi ha comunque chiarito che una sua decisione dipenderà strettamente dalle condizioni economiche generali: “La mia missione attuale è mantenere la stabilità dei prezzi. Poiché ci troviamo in un periodo di forti turbolenze e tensioni, ritengo che il capitano della nave BCE debba rimanere a bordo”. Tuttavia, qualora lo scenario macroeconomico e inflazionistico dovesse stabilizzarsi nei prossimi mesi, la strada per le dimissioni anticipate rimarrebbe del tutto aperta.
Le motivazioni dietro questa possibile discesa in campo sono prettamente politiche e mirano a contrastare l’avanzata delle forze della destra estrema ed euroscettica guidate da Marine Le Pen e Jordan Bardella.
“Se in quel dibattito dovesse delinearsi una prospettiva che riduca l’ancoraggio della Francia all’interno dell’Europa, penso che bisognerebbe spiegare perché quella sarebbe una strada dolorosa per il nostro Paese e per i nostri concittadini”, ha ammonito la governatrice, sottolineando come l’economia francese ed europea siano ormai indissolubilmente legate e come un allontanamento da Bruxelles comporterebbe scenari decisamente incerti.
L’annuncio scuote inevitabilmente i vertici della Bce e le cancellerie del blocco euro. Un addio precoce costringerebbe i leader dell’Eurozona, a partire dal presidente francese Emmanuel Macron e dal cancelliere tedesco Friedrich Merz, ad avviare con largo anticipo le complesse trattative diplomatiche per trovare una figura di consenso che ne raccolga l’eredità alla guida della politica monetaria europea.


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