Ti Lancio da Madrid 2 ottobre 2026 -Il governo guidato da Pedro Sánchez incassa la sua sconfitta più pesante e scivola sull’orlo di una vera e propria crisi politica. Il Congresso dei Deputati di Madrid ha infatti bocciato i due decreti-legge d’emergenza varati dall’esecutivo per contrastare la crisi abitativa e calmierare gli affitti, facendo saltare l’equilibrio già precario della coalizione di maggioranza.
La bocciatura è arrivata con l’asse compatto composto dall’opposizione di centrodestra (Partido Popular e Vox) e dal voto determinante dei nazionalisti conservatori catalani di Junts, il partito fondato da Carles Puigdemont. Lo strappo di Junts segna di fatto una spaccatura insanabile nel perimetro che finora ha sostenuto la permanenza al Moncloa del premier socialista.
Lo strappo di Junts e lo stallo istituzionale.
Il rifiuto della misura — che prevedeva il blocco degli sfratti per le famiglie vulnerabili e il rinnovo automatico dei contratti di locazione — non rappresenta soltanto un no di merito su un provvedimento chiave per la sinistra. Si tratta di una vera e propria sfiducia politica di fatto.
Nonostante i disperati appelli in aula del premier Sánchez, le forze d’opposizione e i partner catalani hanno fatto muro, accusando l’esecutivo di voler imporre misure poco efficaci e lesive dei diritti di proprietà.
L’uscita di scena dei deputati di Junts lascia la Moncloa in balia di una gravissima crisi di numeri al Parlamento: senza l’appoggio dei catalani, il governo Sánchez perde la capacità di far approvare qualsiasi testo legislativo rilevante, inclusa la prossima legge di Bilancio.
L’ipotesi elezioni anticipate a fine novembre.
Di fronte a un Parlamento ormai bloccato, l’ipotesi di un ritorno alle urne si fa di ora in ora più concreta. Secondo fonti politiche ed editoriali a Madrid, il premier potrebbe valutare lo scioglimento formale delle Cortes Generales nelle prossime ore.
Se Sánchez optasse per lo scioglimento immediato delle Camere, la prima data utile per la chiamata alle urne sarebbe domenica 29 novembre.Per il premier, andare al voto anticipato potrebbe trasformarsi in una mossa d’attacco: presentarsi agli elettori come difensore del diritto alla casa affossato dalle destre e dai separatisti, cercando al contempo di ricompattare l’elettorato progressista.
La bocciatura dei decreti ha già scatenato immediate proteste a Puerta del Sol e in oltre cinquanta città spagnole da parte dei movimenti per il diritto all’abitare, aggiungendo ulteriore pressione sociale su una situazione istituzionale già incandescenti.
Se il leader socialista non riuscirà a riannodare i fili della maggioranza nel corso del fine settimana, la Spagna si appresta ad affrontare la sua ennesima campagna elettorale anticipata in un clima di profonda polarizzazione.


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