(Ti Lancio dalla Puglia) Taranto 5 dicembre 2025 – La città di Taranto si trova al centro di due cruciali sviluppi che ne ridefiniscono il futuro industriale ed energetico. Mentre il Governo, tramite il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, esclude l’amministrazione straordinaria per l’Ex Ilva, il Porto di Taranto stringe un accordo fondamentale per accelerare la sua transizione verde.
È stata siglata oggi l’intesa tra l’ Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio (Porto di Taranto) e il GSE (Gestore dei Servizi Energetici), finalizzata a promuovere l’efficienza energetica e l’utilizzo di fonti rinnovabili all’interno dell’area portuale.
Questa intesa rappresenta un passo concreto per allineare Taranto agli obiettivi europei di decarbonizzazione, rafforzando la sua competitività nel network logistico del Mediterraneo.
Contestualmente, il ministro Adolfo Urso ha fornito aggiornamenti cruciali sul futuro dello stabilimento Ex Ilva (Acciaierie d’Italia), respingendo l’ipotesi di un ricorso all’amministrazione straordinaria, un’opzione che avrebbe portato a una gestione commissariale.
“Il futuro dell’Ex Ilva non è l’amministrazione straordinaria”, ha dichiarato il ministro Urso, sottolineando la volontà del Governo di trovare soluzioni industriali e finanziarie che garantiscano la continuità produttiva e occupazionale.
Il ministro ha aperto alla possibilità di un intervento diretto dello Stato , qualora fosse necessario per assicurare la ripartenza e la stabilizzazione del più grande polo siderurgico italiano. Tale intervento, se attuato, si concentrerebbe sulla risoluzione delle criticità finanziarie e sulla garanzia degli investimenti necessari per la riconversione verde dell’impianto.
La posizione del Governo conferma l’impegno a mantenere l’attività siderurgica a Taranto, gestendo la difficile transizione industriale attraverso strumenti di partecipazione pubblica, se la situazione lo richiederà.
La convergenza di questi due eventi suggerisce che Taranto è destinata a diventare un laboratorio cruciale dove coesisteranno la decarbonizzazione portuale e la riconversione green della grande industria, con il sostegno attivo delle istituzioni nazionali.


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