(Ti Lancio dall’Emilia Romagna) Frassinoro – Palagano (MO) 18 maggio 2023 – Si lavora, si innova, si progetta ma anche si constata che c’è ancora parecchia distanza tra le parole che si spendono sulla valorizzazione della montagna e ciò che poi si materializza.
È la sintesi che emerge dai racconti degli imprenditori che hanno fatto dell’Appennino emiliano il loro quartier generale, facendo crescere realtà di successo internazionale e saldamente ancorate al proprio territorio.
«Abbiamo puntato molto sull’innovazione e su prodotti facilmente trasportabili per far fronte a uno dei gap evidenti della nostra produzione in montagna, ovvero la viabilità», afferma Fabrizio Morini della Pfm, l’azienda di Palagano legata al manifatturiero dei materiali ceramici e ideatrice degli innovativi e brevettati pannelli isolanti rivestiti di materiale ceramico. «Insieme con la viabilità fisica sicuramente da migliorare, ma è anni che se ne parla – prosegue Morini -, è necessario potenziare quella digitale. Da alcuni anni da noi è stata posata la fibra. Sono state messe anche le borchie nel nostro stabilimento, ma non è stato realizzato l’allacciamento. E non possiamo farlo noi. L’amministrazione comunale si è mossa per smuovere la situazione, ma ancora nulla». Morini confessa che a lui e ai suoi soci ogni tanto scorre nella mente il pensiero della partenza da quelle terre, perché la concorrenza si batte anche con collegamenti efficienti. Pensieri fugaci, perché Pfm continua a restare lì, per diversi motivi. «Innanzitutto, per la qualità del personale – spiega Morini -: persone del luogo, motivate, affidabili, che danno sicurezza. Inoltre, il nostro stabilimento qui è grande. Resta il fatto che non c’è nessun particolare supporto per chi continua a produrre in montagna dovendo sopperire a evidenti limiti». Una constatazione realistica che non cede, comunque, al pessimismo. «Ci auguriamo che con le progettualità del Pnrr qualcosa si muova, anche perché la montagna è certamente nell’agenda del presidente della nostra Provincia, che ha molto a cuore i problemi di chi vive e opera in queste aree», conclude Morini.
È concentrata sulle molteplici scadenze progettuali anche Carlotta Giovetti, alla guida della Trenton di Frassinoro, con stabilimenti anche a Fanano e Castelfranco Emilia, azienda leader metalmeccanica ad alta tecnologia per l’agricoltura e il movimento terra. «Quest’anno abbiamo già investito in due macchinari per noi molto importanti – raccolta la presidente e amministratrice delegata dell’azienda e stiamo progettando interventi strutturali nello stabilimento di Frassinoro anche per implementare l’impianto fotovoltaico». Inoltre, «entro quest’anno vogliamo conseguire la certificazione di parità genere, un riconoscimento recente che poche aziende hanno in Italia e men che meno quelle legate alla metalmeccanica». Un obiettivo raggiungibile anche perché l’azienda ha già diversi assi a suo favore. «Tra questa la reale uguaglianza di stipendio tra uomo e donna a fronte del medesimo inquadramento. Una condizione che può sembrare ovvia – considera Giovetti – e che, invece, purtroppo ancora non lo è nel mondo del lavoro». E a proposito di donne, il 25 maggio Trenton ha ideato un corso di formazione specifico per il personale femminile, per mettere a fuoco le specificità di genere con i problemi e le ricchezze connesse. Un percorso che ha già attratto l’attenzione e che, per questo, è alla visione della Cna, l’organizzazione datoriale artigiana.
La formazione è, del resto, un altro dei canali di investimento importanti dell’azienda che mira a far crescere la propria Trenton Academy con percorsi appositamente pensati per le richieste specifiche di questa realtà produttiva e ispirati dai principi che connotano la vision e la mission della società.
«L’assemblea di maggio approva un bilancio 2022 con utili in crescita rispetto all’anno precedente e il 2023 sta dando soddisfazioni anche per l’ampliamento del portafoglio clienti», continua Giovetti, che ricorda sempre le parole del padre nonché presidente della Trenton, Giuseppe Giovetti: «Se un’azienda non cresce, muore». Perciò, «non ci arrendiamo all’immobilismo e continuiamo a investire, anche sul territorio». Tra l’altro l’azienda ha messo a disposizione una borsa di studio per i ragazzi tra i 7 e i 17 anni che possono partecipare ai summer camp dell’associazione Makerdojo dedicato a robotica e nuove tecnologie per la sostenibilità. Il prossimo anno scolastico, poi, sosterrà un progetto contro lo spreco alimentare nelle scuole di Montefiorino.

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