La sonda è decollata con successo a bordo del razzo Vega-C. Per la prima volta, l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e l’Accademia Cinese delle Scienze (CAS) hanno progettato, costruito e lanciato una missione congiunta per studiare lo “scudo invisibile” della Terra.
(Ti Lancio dalla Guyana Francese) Kourou 20 maggio 2026 – Nello spazio con il “sorriso”, ma soprattutto con una storica alleanza geopolitica e scientifica. Il 19 maggio 2026, alle ore 05:52 italiane (le 00:52 locali), il razzo europeo Vega-C (nella foto) è decollato dallo spazioporto di Kourou, portando in orbita la sonda Smile (Solar wind Magnetosphere Ionosphere Link Explorer).
Poco dopo il distacco dal lanciatore, la stazione di terra dell’ESA a New Norcia, in Australia, ha catturato il primo segnale della sonda, seguito dal dispiegamento dei pannelli solari. Un successo tecnico che segna l’inizio di una missione ambiziosa: comprendere l’esatta dinamica del meteo spaziale e proteggere le tecnologie umane dalle devastanti tempeste geomagnetiche.
Un’alleanza spaziale senza precedenti
Smile non è un progetto come gli altri. Rappresenta la prima volta in cui l’ESA e l’Accademia Cinese delle Scienze (CAS) selezionano, progettano, implementano, lanciano e gestiscono insieme una missione spaziale. Un legame scientifico forte, capace di superare le barriere geografiche e le restrizioni della pandemia globale degli anni scorsi.
“Stiamo per assistere a qualcosa che non abbiamo mai visto prima: la nostra armatura invisibile in azione”, ha dichiarato entusiasta Josef Aschbacher, Direttore Generale dell’ESA, ricordando che la cooperazione tra Europa e Cina dura da 25 anni, ma trova in Smile il suo culmine.
L’Europa (con Airbus in Spagna e l’Università di Leicester nel Regno Unito) ha realizzato il modulo di carico utile e l’innovativa fotocamera a raggi X. La Cina ha invece fornito la piattaforma del veicolo spaziale e gli altri tre strumenti scientifici, assumendo inoltre la responsabilità della gestione della sonda una volta in orbita.
Una “vista” a raggi X e ultravioletti contro il vento solare
Da quasi quattro miliardi di anni, la Terra è investita dal vento solare: un flusso incessante di particelle cariche che, se non frenato, ridurrebbe il nostro pianeta a una landa desolata e rocciosa come Marte. A proteggerci è la magnetosfera, una bolla magnetica invisibile.
Quando l’attività del Sole si fa più violenta, si generano tempeste solari che possono danneggiare i satelliti in orbita, mettere a rischio gli astronauti e mandare in tilt le reti elettriche e di comunicazione sulla Terra.
Smile studierà questa battaglia cosmica grazie a una strategia rivoluzionaria. Visione a raggi X: sarà la prima missione a fotografare lo scudo magnetico terrestre ai raggi X per vedere in tempo reale dove e come viene colpito dal vento solare. Visione ultravioletta: una speciale telecamera osserverà le aurore polari (il risultato visibile di queste tempeste) in modo continuo, fino a 45 ore di fila, registrando l’evoluzione dell’anello aurorale attorno al Polo Nord.
Confrontando i dati a raggi X e ultravioletti, gli scienziati potranno finalmente leggere la “storia in tempo reale” di come la Terra risponde alle minacce solari, migliorando i modelli predittivi per salvaguardare le nostre infrastrutture.
Il lancio ha celebrato anche il ritorno al volo del razzo Vega-C, il lanciatore leggero dell’ESA alto 35 metri e capace di portare 2300 kg nello spazio. Per questa delicata missione, l’azienda italiana Avio ha operato per la prima volta come fornitore diretto dei servizi di lancio, garantendo all’Europa un accesso versatile e indipendente allo spazio.
Il viaggio di Smile è appena cominciato. Nel corso del prossimo mese, la sonda eseguirà 11 accensioni del motore per innalzare gradualmente la propria orbita. Si posizionerà su una traiettoria estremamente ellittica che la porterà fino a 121.000 chilometri di altezza sopra il Polo Nord, il punto di osservazione perfetto per dominare la magnetosfera terrestre.
I primi dati scientifici ufficiali arriveranno a luglio, inaugurando tre anni di scoperte che promettono di cambiare la nostra comprensione del Sistema Solare.


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