Cookie Policy Scienza. Usa. Il supertelescopio Webb scopre il pianeta Beta Pictoris - Tilancio

Scienza. Usa. Il supertelescopio Webb scopre il pianeta Beta Pictoris

Scienza. Usa. Il supertelescopio Webb scopre il pianeta Beta Pictoris

Ti Lancio dagli Usa San Diego California 23 luglio 2026 – Un team internazionale guidato dall’Università della California, San Diego, ha individuato un nuovo gigante gassoso attorno alla celebre stella Beta Pictoris. Per la prima volta, un esopianeta è stato scoperto principalmente decodificando l’impronta chimica della sua atmosfera anziché tramite la classica fotografia astronomica.

I ricercatori non stavano cercando un nuovo mondo. L’obiettivo iniziale del James Webb Space Telescope (JWST) era studiare l’atmosfera di Beta Pictoris b, un pianeta già noto. Tuttavia, analizzando i dati raccolti dallo spettrografo NIRSpec (Near-Infrared Spectrograph), gli astronomi si sono imbattuti in un segnale inatteso.

Dove ci si aspettava soltanto uno spettro uniforme generato dalla polvere stellare, è apparsa una sequenza inconfondibile di linee di assorbimento del monossido di carbonio, disposte come un codice a barre chimico. “Non stavamo cercando un nuovo pianeta, stavamo cercando di capire meglio quello che già conoscevamo”, ha spiegato Aidan Gibbs, autore principale dello studio pubblicato su The Astrophysical Journal Letters. “Poi, nei dati è comparso questo segnale rivelatore in un punto in cui non ce lo aspettavamo.”

Una verifica indipendente condotta da un team guidato da Ben Sutlieff (Università di Edimburgo) e Markus Bonse (ESO), utilizzando il Very Large Telescope e lo strumento NIRCam di Webb, ha confermato l’esistenza del pianeta. Distanza dalla Terra: circa 63 anni luce. Età del sistema: circa 23 milioni di anni (un sistema giovanissimo su scala cosmica). Massa: almeno il doppio di quella di Giove, pur essendo il più piccolo dei tre giganti noti nel sistema. Orbitazione: si trova a circa 30 Unità Astronomiche (AU) dalla stella madre, una distanza paragonabile a quella di Nettuno nel nostro Sistema Solare.

Dei tre pianeti conosciuti attorno a Beta Pictoris, il d possiede l’orbita più esterna, pur rimanendo all’interno del bordo interno del grande disco di detriti che circonda la stella.

La presenza di Beta Pictoris d offre una risposta a un mistero che durava da anni. Il disco di detriti di Beta Pictoris è uno dei più luminosi mai osservati, ma presenta strutture insolite e un confine interno molto netto.

La polvere diffusa agiva finora come una sorta di “nebbia cosmica” in grado di nascondere i pianeti ai metodi fotografici tradizionali. Il nuovo pianeta potrebbe essere proprio l’elemento “architettonico” mancante che, con la sua gravità, sagoma e modella la forma del disco.

Beta Pictoris d è il primo pianeta direttamente individuato principalmente attraverso la spettroscopia a media risoluzione.

Questa tecnica rappresenta una svolta metodologica: anziché affidarsi solo alla luminosità visibile dell’oggetto (spesso coperta dal bagliore della stella madre o dalla polvere circondante), gli astronomi possono ora “scansionare” lo spazio alla ricerca delle impronte molecolari delle atmosfere planetarie. Un approccio che promette di svelare molti altri mondi finora rimasti nascosti. Foto: Nasa.

Leave a Reply

Your email address will not be published.