Cookie Policy Sicilia. UCID a Taormina: «L’impresa al servizio di persone e territori». Una nuova proposta per lo sviluppo tra la Sicilia e l'intero Paese - Tilancio

Sicilia. UCID a Taormina: «L’impresa al servizio di persone e territori». Una nuova proposta per lo sviluppo tra la Sicilia e l’intero Paese

Sicilia. UCID a Taormina: «L’impresa al servizio di persone e territori». Una nuova proposta per lo sviluppo tra la Sicilia e l’intero Paese

Ti Lancio da Taormina 30 ottobre 2026  – E’ in corso a Taormina un importante appuntamento promosso dall’UCID (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti), che vede la Sicilia ospitare il Consiglio direttivo nazionale dell’associazione. Un incontro strategico che segna il percorso verso gli 80 anni dalla fondazione dell’UCID (1947–2027), rilanciando dal Mezzogiorno una visione d’impresa guidata dall’etica, dalla responsabilità sociale e dalla centralità della persona.

L’evento di Taormina sottolinea la scelta di collocare i grandi appuntamenti nazionali dell’associazione lontano dai centri economici tradizionali del Paese, valorizzando la ricchezza delle realtà locali.

Il presidente nazionale dell’UCID, Paolo Porrino, ha tracciato le priorità per il futuro dell’associazione, fondate su alcuni pilastri cardine. Rafforzare l’identità UCID: tradurre i valori cristiani e la Dottrina Sociale della Chiesa in iniziative ed economie concrete per l’impresa contemporanea. Valorizzare le realtà territoriali: ascoltare e sostenere le peculiarità locali per essere presenti capillarmente in tutto il Paese. Coinvolgere i giovani imprenditori: renderli protagonisti di una nuova cultura d’impresa che metta la persona al centro.

«I dati ci dicono che in questa fase economica il Sud sta crescendo», rileva Paolo Porrino. «Siamo qui per dire che la crescita si traduce in sviluppo quando genera inclusione, equità e valore condiviso. Riconoscere che le persone sono il cuore dell’impresa significa investire nelle competenze, valorizzare il lavoro, favorire la partecipazione e promuovere la conciliazione vita-lavoro. L’imprenditore ha una funzione sociale e politica: non si limita al profitto, ma crea occupazione, genera valore e costruisce il benessere della comunità».

Porrino ha inoltre richiamato il forte impegno dell’impresa verso la sostenibilità e la transizione ecologica, indicando nell’orizzonte dell’80° anniversario dell’UCID nel 2027 l’occasione per rinnovare l’azione associativa e continuare a guidare la trasformazione economica.

Accanto ai lavori nazionali, UCID Sicilia ha promosso il convegno dedicato alle strategie per il riscatto economico e la coesione dell’Isola e del Mezzogiorno.

Il presidente regionale di UCID Sicilia, Carlo Maletta, ha espresso grande soddisfazione per l’evento, sottolineando come lo sviluppo non debba essere misurato solo tramite indicatori economici, ma anche con la capacità di trasformare i valori in progetti concreti per il territorio.

Le priorità strategiche delineate da Carlo Maletta articolano lo sviluppo su tre direttrici principali: formazione e valorizzazione dei talenti: Per permettere ai giovani di esprimersi nel loro territorio attraverso modelli formativi ispirati alla Dottrina Sociale e alla centralità della persona. Alleanze strategiche e reti di comunità: fare rete tra istituzioni, università, diocesi, terzo settore e giovani per integrare competenze e favorire la coesione sociale. Valorizzazione del patrimonio e infrastrutture: trasformare l’immenso patrimonio storico, culturale, naturale e artigianale della Sicilia in iniziative di turismo responsabile, e superare i deficit di collegamento per unire persone, competenze e produzione.

A supporto dell’analisi, Dario Latella, ordinario di Diritto commerciale all’Università di Messina, ha evidenziato dati e potenzialità concrete dell’economia regionale. La Sicilia è la terza regione in Italia per imprese legate all’economia del mare, ma necessita di maggiore specializzazione per moltiplicare l’impatto economico effettivo. Si registra una crescita nei risparmi della popolazione (+8,2, a fronte di una riduzione dei prestiti), con depositi bancari che superano il bilancio regionale (divario di circa 20 miliardi), dimostrando una grande riserva di risorse interne che necessitano di incentivi e strumenti innovativi di intermediazione finanziaria per essere reinvestite nel territorio.

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