La chiamano ‘contro-cultura’. In realtà è una spasmodica ricerca alle radici, in una società forse divenuta troppo ‘liquida’ per dirla alla Zygmunt Bauman.
Ti Lancio dalla Francia Parigi 5 luglio 2026 – Da diversi anni ormai, una tendenza silenziosa ma inarrestabile sta attraversando le nuove generazioni in Europa, con un epicentro particolarmente sorprendente: la Francia. In una nazione fondata sulla rigorosa laicità e sul razionalismo illuminista, i giovani stanno voltando le spalle al materialismo puro per mettersi alla ricerca di una nuova spiritualità. Non si tratta di un fenomeno univoco, ma di un mosaico affascinante: da un lato c’è un bisogno di sacro “fai-da-te”, fluido ed ecologista; dall’altro, una sorprendente riscoperta delle radici cristiane più tradizionali.
Se ne parla già da tempo nei corridoi della sociologia religiosa: i ventenni di oggi crescono in un mondo saturo di crisi iper-connesse (quella climatica, l’instabilità geopolitica, l’ansia da social media). Di fronte a un futuro incerto, le risposte della politica e della scienza economica sembrano non bastare più.
In Francia, il sociologo Frédéric Lenoir e diversi osservatori dell’IFOP (l’istituto francese di opinione pubblica) hanno evidenziato come la perdita di fiducia nelle grandi istituzioni abbia spinto i giovani a cercare risposte altrove. Ma le strade intraprese si dividono in due percorsi apparentemente opposti, eppure figli dello stesso bisogno.
Per una grande fetta di Gen Z e Millennials, la spiritualità si manifesta attraverso binari eclettici e fluidi- Il ritorno dell’astrologia: su TikTok e Instagram (la cosiddetta WitchTok), i profili francesi che parlano di costellazioni, tarocchi e cristalli registrano milioni di visualizzazioni, usati spesso come strumenti di introspezione psicologica.
Il successo di saggi come quelli di Mona Chollet ha ridefinito la figura della strega in chiave ecofemminista. Connettersi con i cicli della natura diventa un modo per fare attivismo.
Meditazione mindfulness, sciamanesimo e ritiri nei boschi. Si prende ciò che risuona con il proprio benessere mentale, creando una fede su misura.
Mentre molti si rifugiano nel neopaganesimo, un’altra parte di giovani francesi sta compiendo il percorso inverso, tornando a riempire le navate delle chiese. Non si tratta di una fede ereditata per abitudine familiare, ma di una scelta radicale e consapevole.
Negli ultimi anni, la Chiesa cattolica francese ha registrato un boom storico di battesimi di giovani adulti (i cosiddetti catecumeni) e adolescenti. Eventi come il pellegrinaggio annuale da Parigi a Chartres vedono fiumi di ventenni percorrere chilometri a piedi.
Cosa cercano in una religione antica? Paradossalmente, cercano l’esatto opposto della fluidità moderna. Radici e stabilità: in un mondo liquido, il dogma, la tradizione e la teologia offrono un terreno solido sotto i piedi. La riscoperta della mistica e della liturgia. Molti giovani sono affascinati dal silenzio dei monasteri, dal canto gregoriano e, in alcuni casi, dal ritorno alla messa tradizionale. Non la vivono come un passo indietro, ma come una forma di ribellione estetica e spirituale contro la frenesia digitale.
Comunità reali. Contro l’isolamento dei social, le parrocchie e i movimenti giovanili offrono legami umani autentici e carne e ossa. “I miei genitori sono laici e consideravano la religione un tabù del passato”, racconta Édouard, 22 anni, studente a Lione. “Io ho scoperto il cattolicesimo quasi per caso, leggendo i mistici. Nella messa ho trovato una solennità e una bellezza che la società dei consumi non può darmi. Non è conformismo, per me è la vera controcultura.”
Che scelgano un mazzo di tarocchi o il rosario, i giovani francesi stanno dimostrando che il processo di secolarizzazione non ha cancellato il bisogno umano di trascendenza, lo ha solo frammentato. Questa ondata non è nata ieri: viene da una lunga incubazione di insoddisfazione per il materialismo, esplosa ora che il futuro globale si mostra più fragile.
I ragazzi non cercano una verità da imporre agli altri in modo identitario o violento; cercano una bussola interiore — che sia orientata verso le stelle, la natura o l’altare — per non perdersi nel caos della modernità.


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