(Ti Lancio dagli Stati Uniti) Cape Canaveral (Florida) 30 marzo 2026 – Dopo oltre cinquant’anni dall’ultima impronta lasciata sulla polvere lunare, il countdown è ufficialmente iniziato. La NASA ha confermato che il lancio della missione Artemis II è previsto per mercoledì 1° aprile 2026, con una finestra di lancio di due ore che si aprirà alle 22:24 ora italiana (18:24 EDT).
Il mastodontico razzo SLS (Space Launch System) e la capsula Orion sono già posizionati sulla storica rampa 39B del Kennedy Space Center in Florida, pronti a scrivere un nuovo capitolo dell’esplorazione spaziale.
Per la prima volta, un equipaggio internazionale e diversificato varcherà i confini dell’orbita bassa terrestre. I quattro astronauti a bordo non sono solo piloti esperti, ma simboli di una nuova era, come Reid Wiseman (comandante): guiderà la missione forte della sua esperienza sulla ISS. Victor Glover (pilota): sarà la prima persona di colore a viaggiare verso la Luna. Christina Koch (specialista di missione): detentrice del record per il volo spaziale femminile più lungo, sarà la prima donna in una missione lunare. Jeremy Hansen (specialista di missione): rappresentante dell’Agenzia Spaziale Canadese (CSA), sarà il primo non americano a lasciare l’orbita terrestre.
La missione Artemis II non prevede l’allunaggio — obiettivo riservato ad Artemis III — ma servirà a testare tutti i sistemi critici per la sopravvivenza umana nello spazio profondo. Le prime 24 ore: Orion orbiterà attorno alla Terra per verificare i sistemi di supporto vitale e le comunicazioni. La spinta trans-lunare: una volta completati i check, il modulo di servizio europeo (ESM) darà la spinta necessaria per puntare verso la Luna. Il “Flyby” Lunare: l’equipaggio volerà circa 7.500 km oltre la faccia nascosta della Luna, raggiungendo una distanza dalla Terra mai toccata prima da un essere umano, superando il record stabilito dall’Apollo 13. Sfruttando la gravità lunare (traiettoria di “ritorno libero”), Orion punterà verso casa per un tuffo nell’Oceano Pacifico previsto intorno al 10 aprile.
Artemis II non è solo una dimostrazione di forza bruta. La missione testerà tecnologie d’avanguardia come la comunicazione laser ad alta velocità (O2O), capace di inviare video in 4K dallo spazio profondo, e sistemi di protezione dalle radiazioni solari.
È qui che il concetto di Ingegneria Umanistica trova la sua massima espressione: la tecnologia più complessa mai costruita dall’uomo (il silicio e l’acciaio del SLS) viene messa interamente al servizio della vita e del sogno umano. La validazione finale del successo non arriverà dai sensori, ma dal ritorno sicuro di quattro esseri umani che avranno visto, con i propri occhi, sorgere la Terra dall’orizzonte lunare.
La NASA garantirà una copertura in diretta globale su NASA+ e sul proprio canale YouTube a partire dalle ore 18:50 italiane del 1° aprile. Le previsioni meteo, al momento, danno l’80% di probabilità favorevoli, un segnale incoraggiante per quella che si preannuncia come la “lezione divina” del progresso umano nel 2026.


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