Cookie Policy SPAZIO. USA. MEZZO SECOLO DOPO, LA LUNA È DI NUOVO VICINA: ARTEMIS II PRONTA AL DECOLLO A FEBBRAIO - Tilancio

SPAZIO. USA. MEZZO SECOLO DOPO, LA LUNA È DI NUOVO VICINA: ARTEMIS II PRONTA AL DECOLLO A FEBBRAIO

SPAZIO. USA. MEZZO SECOLO DOPO, LA LUNA È DI NUOVO VICINA: ARTEMIS II PRONTA AL DECOLLO A FEBBRAIO

(Ti Lancio dagli Stati Uniti) Cape Canaveral (Florida) 20 gennaio 2026 – Dopo oltre 50 anni dall’ultima missione Apollo, l’umanità si prepara a tornare nell’orbita lunare. La NASA ha spostato il gigantesco razzo SLS sulla rampa di lancio: a febbraio quattro astronauti scriveranno il nuovo capitolo dell’esplorazione spaziale. Il conto alla rovescia più atteso del decennio è ufficialmente iniziato. Secondo quanto riportato dal The Guardian, il colossale razzo Space Launch System (SLS) della NASA è stato posizionato sulla rampa di lancio 39B del Kennedy Space Center. L’obiettivo è ambizioso e storico: far partire la missione Artemis II entro il mese di febbraio 2026.

Non è un lancio come gli altri. È il primo volo con equipaggio verso la Luna dalla missione Apollo 17 del 1972. Un salto tecnologico e simbolico che riporta l’uomo oltre l’orbita terrestre bassa.

A bordo della capsula Orion ci saranno quattro pionieri: il comandante Reid Wiseman, il pilota Victor Glover (che diventerà il primo astronauta nero su una missione lunare), la specialista di missione Christina Koch (la prima donna a dirigersi verso la Luna) e l’astronauta canadese Jeremy Hansen.

La missione, della durata di circa dieci giorni, non prevede l’allunaggio, ma un sorvolo della Luna che porterà l’equipaggio a una distanza record dalla Terra, testando i sistemi di supporto vitale necessari per il futuro sbarco (Artemis III).

Arrivare a questo punto non è stato facile. La NASA ha dovuto affrontare ritardi tecnici significativi, in particolare per quanto riguarda lo scudo termico della capsula Orion, che durante il test senza equipaggio (Artemis I) aveva mostrato un’usura superiore al previsto.

Il ritorno alla Luna non è solo una questione scientifica. In un’era di forti tensioni geopolitiche (come stiamo vedendo proprio in questi giorni nei dibattiti di Davos), la missione Artemis II rappresenta la riaffermazione della leadership tecnologica occidentale. È un progetto internazionale che vede il coinvolgimento dell’ESA (Europa) e della CSA (Canada), ponendo le basi per la futura base lunare permanente e, successivamente, per il balzo verso Marte.

Come sosteniamo nei nostri reportage industriali, l’esplorazione spaziale è il motore dell’innovazione terrestre. Le tecnologie sviluppate per permettere a questi quattro astronauti di sopravvivere nello spazio profondo avranno ricadute dirette sulla nostra medicina, sui nuovi materiali e sulla sostenibilità energetica.

Artemis II è la prova che quando la visione politica incontra l’eccellenza ingegneristica, l’umanità può superare ogni confine. Febbraio non sarà solo il mese di un lancio, ma l’inizio di una nuova era di consapevolezza per la nostra specie.

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