Cookie Policy ATTUALITA'. GIAPPONE. GIAPPONE PREOCCUPATO PER RIPERCUSSIONI GUERRA IRAN, L’ALLARME DI UEDA: «IL CONFLITTO IN IRAN MINACCIA L’ECONOMIA GIAPPONESE» - Tilancio

ATTUALITA’. GIAPPONE. GIAPPONE PREOCCUPATO PER RIPERCUSSIONI GUERRA IRAN, L’ALLARME DI UEDA: «IL CONFLITTO IN IRAN MINACCIA L’ECONOMIA GIAPPONESE»

ATTUALITA’. GIAPPONE. GIAPPONE PREOCCUPATO PER RIPERCUSSIONI GUERRA IRAN, L’ALLARME DI UEDA: «IL CONFLITTO IN IRAN MINACCIA L’ECONOMIA GIAPPONESE»

(Ti Lancio dal Giappone) Tokyo 4 marzo 2026 – Il Governatore della Bank of Japan (BoJ), Kazuo Ueda, ha acceso un faro di allerta rosso sui rischi geopolitici che incombono sulla terza economia mondiale. Durante il suo ultimo intervento, Ueda ha avvertito che l’escalation militare in Medio Oriente, con particolare riferimento al coinvolgimento dell’Iran, potrebbe generare un impatto “significativo e multidimensionale” sul Giappone.

Secondo il numero uno di via Nihonbashi, la stabilità economica del Paese è esposta a causa della sua cronica dipendenza dalle importazioni di materie prime. I principali fronti di preoccupazione sono: Un aumento incontrollato dei prezzi del petrolio e del gas naturale liquefatto (GNL) agirebbe come una tassa occulta su imprese e famiglie, alimentando un’inflazione da costi difficile da gestire. La volatilità dei mercati internazionali potrebbe innescare fughe verso i cosiddetti “beni rifugio”, condizionando pesantemente il valore dello Yen e i rendimenti dei titoli di stato (JGB). Il rischio di blocchi nelle rotte commerciali del Golfo Persico minaccia la fluidità degli approvvigionamenti necessari all’industria manifatturiera nipponica.

Le parole di Ueda arrivano in un momento delicato per la BoJ, impegnata in un cauto processo di normalizzazione dei tassi. Un’inflazione spinta dall’energia, piuttosto che dalla domanda interna, metterebbe la banca centrale in una posizione scomoda. Da un lato, la necessità di sostenere l’economia colpita dal caro-energia. Dall’altro, l’obbligo di monitorare la tenuta della valuta nazionale, che tende a indebolirsi ulteriormente in caso di shock energetici globali.

“Stiamo monitorando con estrema attenzione l’evolversi della situazione in Medio Oriente e i suoi riflessi sui mercati finanziari globali,” ha ribadito Ueda, sottolineando che la BoJ rimarrà pronta a intervenire se le prospettive di crescita e stabilità dei prezzi dovessero deragliare.

A seguito delle dichiarazioni, la borsa di Tokyo ha mostrato segni di nervosismo, con gli investitori che hanno iniziato a prezzare una maggiore incertezza per il settore industriale e dei trasporti. Gli analisti di settore concordano: il Giappone, più di altre nazioni del G7, rimane l’anello più sensibile alle oscillazioni del greggio derivanti dalle tensioni nell’area del Golfo.

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