Cookie Policy LAZIO. ALTMAN (CEO CHATGPT): 'NON TEMO I ROBOT, ATTENZIONE ALLE DISUGUAGLIANZE CAUSATE DALLE AI' - Tilancio

LAZIO. ALTMAN (CEO CHATGPT): ‘NON TEMO I ROBOT, ATTENZIONE ALLE DISUGUAGLIANZE CAUSATE DALLE AI’

(Ti Lancio da Roma) Roma 14 febbraio 2024 – “L’intelligenza artificiale potrebbe provocare disuguaglianze sociali”: è un pericolo che va controllato a livello globale come si è fatto con le tecnologie atomiche. A dirlo è Sam Altman (nella foto), Ceo di OpenAI, la fondazione creatrice di ChatGPT. Intervenendo da remoto al World Government Summit di Dubai, Altman ha dichiarato che il rischio causato da un utilizzo caotico delle soluzioni di AI è una questione che lo tiene sveglio la notte. 

“Non sono così interessato ai robot assassini che camminano per strada – ha detto Altman – ma ai sottili disallineamenti derivati da questi sistemi che, senza particolari cattive intenzioni, potrebbero far andare le cose terribilmente storte”.

Per questo, il padre dell’intelligenza artificiale più diffusa e dirompente mai creata, ha lanciato un appello: creare un organismo come ‘Agenzia internazionale per l’energia atomica per supervisionare l’intelligenza artificiale mentre sta avanzando così rapidamente. O meglio: più rapidamente da quanto previsto dai suoi stessi artefici. Compito di questo futuro ente: sorvegliare e garantire la sicurezza prima che nuove tecnologie, “capaci di superare le capacità umane” siano commercializzate.

Altman ha aggiunto un monito verso la politica: “Penso che siamo ancora in un momento in cui il dibattito è necessario e salutare, ma ad un certo punto, nei prossimi anni, penso che dovremo muoverci verso un piano d’azione con un reale consenso in tutto il mondo”. Non ha fatto riferimenti al recente e apprezzato AI-Act con il quale l’Unione Europea sta regolamentando il settore e il mercato, né le inchieste dei senatori degli Stati Uniti che regolarmente interrogano i Ceo delle multinazionali di big data e apprendimento automatico. 

Pensando ai prossimi decenni, Altman ha aggiunto che saranno necessari processori con grande potenza di calcolo, i supercomputer, e reti neurali artificiali. Fra i suoi obiettivi, infatti, c’è anche la ricerca di investimenti enormi (7 mila miliardi dollari) e di sostegni politici per risolvere la carenza di chip.
(MARIFRE)

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