(Ti Lancio dal Messico) Città del Messico 3 novembre 2025 – Un nuovo Museo nel quartiere Coyoacán offre un ritratto sincero dell’artista e della donna, tra archivi nascosti e memorie ritrovate. C’è un nuovo indirizzo da segnare sulla mappa culturale di Città del Messico: il Museo Casa Kahlo, inaugurato a fine settembre nel quartiere di Coyoacán. Se la celeberrima Casa Azul è il simbolo della sua arte e del suo amore, la nuova Casa Roja (già nota come Casa Guillermo Kahlo, dal nome del padre) svela forse la Frida più autentica, quella della ricerca di silenzio, equilibrio e vicinanza affettiva.
L’abitazione, interamente dipinta di rosso, appartenne ai suoi genitori, Guillermo e Matilde. Fu qui che Frida trovò riparo in diverse fasi della sua vita, trasformando le stanze in un rifugio intimo, lontano dal clamore del suo personaggio pubblico.
Oggi, quelle mura si aprono a visitatori e visitatrici come un archivio vivo, con lettere, fotografie e oggetti che restituiscono l’atmosfera di un quotidiano condiviso, sincero e fragile. È una casa che parla a cuore aperto e proprio per questo riesce a raccontare più di qualsiasi biografia, lasciando che siano gli spazi stessi a svelare la verità.
La nascita del museo è il risultato di un lungo e meticoloso lavoro iniziato nel 2008. Dopo la morte di una nipote dell’artista, svuotando l’abitazione, la famiglia fece una straordinaria scoperta: materiali rimasti nascosti a lungo, come negativi fotografici, lettere private, schizzi e persino vecchi flaconi di profumo, che restituivano frammenti inattesi di una storia passata.
Da qui prese forma l’idea di trasformare Casa Roja in un museo per condividere con il pubblico ciò che fino ad allora era rimasto privato. Il progetto, sviluppato insieme alla Fundación Kahlo e all’architetto David Rockwell, ha rispettato la struttura originaria e gli ambienti, riportando alla luce la semplicità del luogo e la sua funzione primariamente affettiva. Ogni intervento è stato pensato per valorizzare la memoria, senza alterarne in nessun modo l’essenza.
La visita alla casa museo è un’esperienza che si costruisce con lentezza, stanza dopo stanza, ed è una vera gioia per gli occhi.
Nel cortile centrale, le visitatrici e i visitatori incontrano vasi di terracotta provenienti da Oaxaca e Guadalajara, panchine in ferro battuto e un grande albero di pompelmo che ne occupa il centro come un punto di equilibrio naturale. Durante i lavori di restauro, in cucina è persino riemerso un dipinto con un albero pieno di frutti e di uccelli, forse l’unico esempio di murales realizzato da Frida Kahlo stessa.
Ogni oggetto dialoga con gli altri in armonia, restituendo la dimensione domestica di una vita che scorreva tra arte ed emozioni.
Tra gli ambienti più toccanti c’è il piccolo seminterrato, dove Frida era solita ritirarsi per scrivere e dipingere. Oggi illuminato da una luce che richiama quella delle candele, questo spazio, tra libri e collezioni di farfalle, trasmette una calma domestica, quasi sospesa.
Se Casa Azul era il luogo perfetto per coltivare la socialità e gli incontri politici, Casa Roja rappresentava per Frida un rifugio intimo, da vivere in solitudine o in compagnia degli affetti più stretti; era la casa dove poteva essere semplicemente sé stessa, ascoltarsi e creare.
Con l’apertura al pubblico, il Museo Casa Kahlo invita a guardare questa storia con una prospettiva nuova, capace di cogliere la quotidianità e il senso profondo di una vita che, ancora oggi, non smette di parlare a chi ama Frida Kahlo e la sua arte.
(Dispaccio di Ti Lancio della redazione di Trieste)


Leave a Reply