LA SERVITIZZAZIONE PORTERÀ RIDUZIONE DEL ‘CHURN RATE’, QUANTO EMERSO DURANTE ULTIMA PRESENTAZIONE LIBRO SIAGRI

La servitizzazione ha in sé la capacità di fidelizzazione i clienti e chi servitizzerà bene avrà tutti gli strumenti per controllare il tasso di abbandono (churn rate) ai servizi, cui normalmente si accede e poi, per motivazione differenti, si lascia. È quanto emerso dalla ultima presentazione del libro: ‘La servitizzazione’ (Guerini editori, 2021) di Roberto Siagri, avvenuta a Milano presso l’Iot Zone, di Innovability. 
Infatti, il passaggio dall’economia del possesso di un bene a quella dell’uso del servizio erogato dal bene, richiede di avere a disposizione il gemello digitale del bene da servitizzare. Questo significa avere a disposizione una grande quantità di dati che descrivono il comportamento del bene e di come è usato. Più dati si hanno a disposizione migliore sarà la qualità del servizio che si andrà ad erogare e al contempo si disporrà di più informazioni per fidelizzazione i clienti, che accederanno a quel tipo di servizio. Pur non essendo possibile determinare a priori quale sarà la nuova percentuale di churn rate, sicuramente, come afferma l’autore Siagri: ‘La servitizzazione porterà una maggiore fidelizzazione del cliente al servizio, questo è inevitabile. Perché grazie a molti più dati si avranno più metodi per gestire e mitigare il churn rate. Ad oggi grazie alla possibilità di disporre di gemelli digitali in tempo reale si hanno a disposizione così tante informazioni che consentono al gestore del servizio di mettere in atto tutti gli accorgimenti per ridurre il tasso di abbandono. Quello invece che è dimostrato è che il passaggio dalla prodotto al servizio è vantaggioso per le imprese e per i clienti. Secondo uno studio fatto sulle imprese manifatturiere dell’indice S&P 500, quelle che sono passate a prodotti a canone, ovvero servitizzati, non lascia dubbi: in termini di ricavi, nel biennio 2018-2019 hanno avuto tassi di crescita 5 volte superiori alle altre aziende. Mentre durante la pandemia le imprese che avevano adottato modelli a canone hanno continuato a crescere mentre le altre hanno perso tutta la crescita e sono tornate ai livelli di fatturato del 2018.
La servitizzazione per definizione permette di elevare la fidelizzazione di un cliente, rispetto alla vendita del prodotto, ma questo non elimina il churn rate. Quello dipenderà dalla capacità delle imprese di erogare un buon servizio. Dunque, il tasso di abbandono dal servizio diventa solo più controllabile e più misurabile. In conclusione, per vendere servizi bene e con basso churn rate è necessario ‘voler bene’ ai clienti, cosa che invece succede più di rado con la vendita del prodotto’.

ROMA, EVENTI PER I 200 ANNI DALLA NASCITA DI DOSTOEVSKIJ

Se esiste qualcosa che accomuna l’anima italiana e quella russa è sicuramente l’appartenenza a una cultura dalle radici storiche antiche. “Siamo due popoli che, grazie alla ricchezza culturale, sappiamo apprezzare la bellezza dell’arte, della musica, della letteratura”: ne è convinta Daria Pushkova, direttrice del Centro Russo di Scienza e Cultura, con sede a Roma. A un genio della letteratura è infatti dedicato il ciclo di eventi in corso, centrati sulla figura di Fëdor Dostoevskij, nel 200° anniversario della sua nascita. 
Il prossimo 10 dicembre dalle 18.30, nella sede dell’istituto, sarà presente il regista Vladimir Khotinenko per dare il via a un ciclo di proiezioni dedicate a Dostoevskij. Fra queste, la prima puntata di una serie che racconta la vita dello scrittore, fra povertà e prigionia, amori e attività editoriale. Il giorno seguente, 11 dicembre alle 16, presso la Casa del Cinema, sempre a Roma, il regista e sceneggiatore tornerà a incontrare il pubblico in occasione della proiezione di “I demoni”, film tratto dal romanzo omonimo. 

Sarà un’ulteriore occasione per capire lo spirito di un popolo attraverso un testimone d’eccezione: Dostoevskij, per i russi è “come Dante”, ha detto la direttrice Pushkova: “Noi lo amiamo come voi amate e celebrate Alighieri perché entrambi riflettono qualcosa della nostra anima”.
Le celebrazioni sono cominciate a ottobre, con i coinvolgimento dell’Ambasciata della Federazione Russa e l’Università di Roma Tor Vergata, tra gli altri e, fino a dicembre, si svolgeranno in diversi luoghi della capitale. Oltre alla presentazione del romanzo “Anja” di Giuseppe Manfridi, nel giorno di nascita di Dostoevskij (11 ottobre) si è svolto un concerto in Villa Abamelek, residenza degli ambasciatori. La  mostra “Tolstoj e Dostoevskij: dialogo a distanza”, invece, fino al 7 dicembre scorso ha presentato fotografie, manoscritti, lettere, illustrazioni ed edizioni rare provenienti da Mosca per testimoniare le affinità fra i due grandi autori che, pur considerandosi amici, non si erano mai conosciuti personalmente. Nella stessa occasione il Coro Patriarcale della cattedrale di Cristo Salvatore di Mosca ha eseguito un concerto di musica sacra.
Il Centro Russo di Scienza e Cultura esiste a Roma da circa dieci anni e da due è diretto da Pushkova che, arrivata in Italia poco prima delle chiusure per la pandemia, è riuscita a portare avanti un ricco cartellone di eventi. “Il nostro obiettivo – ha spiegato – è rafforzare la sinergia e ricercare nuovi punti di incontro tra i due Paesi con l’arte e la cultura”. Per questo, oltre alle mostre e al cinema, è sempre attivo un programma di corsi di lingua e iniziative per gli studenti, come i concorsi di arte figurativa.
Per restare aggiornati su questi e i prossimi eventi: https://www.facebook.com/centrorusso

MECSPE FA BOTTINO DI ESPOSITORI: INNOVAZIONE, FORMAZIONE E SOSTENIBILITÀ I TEMI AL CENTRO DELLA FIERA DEL MANIFATTURIERO

Ha fatto il pieno almeno di espositori (2024) il Mecspe, la fiera di riferimento sull’innovazione, per i settori del manifatturiero e per la metalmeccanica, per la prima volta, questo anno, nel quartiere fieristico di Bologna, anziché a Parma. I temi al centro della manifestazione: digitalizzazione, formazione e sostenibilità per le aziende del manifatturiero italiano che, secondo i dati emersi in fiera, registreranno il prossimo anno – nel 70% dei casi – un incremento del fatturato. Si respira aria di pseudo ‘normalità’, a tratti di euforia: fa bene incontrarsi in presenza. Anche la metalmeccanica pesante respira e punta, innovando, all’economia circolare. Come avviene per la Eidos Works, piccola azienda eccellente friulana che ha presentato nel capoluogo emiliano la brichettatrice ‘slim’. Un prodotto di modeste dimensioni, pensato per spazi ridotti, in grado di compattare scarti di numerose lavorazioni: trucioli di acciaio, ghisa, alluminio, rame, ottone, bronzo, plastica e persino fanghi di rettifica debitamente trattati e “impacchettati”. ‘Siamo molto soddisfatti di come sta andando questo Mecspe – spiega Michela Clienti, di Eidos Works – finalmente si torna ad incontrarci di persona. Questa manifestazione funziona. Pochi i contatti stranieri, molti quelli nazionali invece’. Presente in fiera anche un forte segmento di subfornitura elettronica, meccanica, robotica. Fra cui Autel di Sassuolo (Mo), altra realtà innovativa ed attenta all’ambiente con le sue soluzioni. Altro tema al centro della kermesse la formazione, nell’area dedicata alla fabbrica digitale. Diversi gli incontri sul tema della necessità di una formazione digitale per i giovani, ed anche nelle fabbriche. Si tratta ancora di un gap. Di un obiettivo non ancora raggiunto. Come conferma Enrico Pisino, Ceo di Competence industry manufacturing 4.0 di Torino, intervenuto ad un convegno. ‘C’è ancora molto da fare sul fronte della formazione digitale, l’Italia è ancora indietro. A Torino stiamo facendo passi in avanti per la digitalizzazione dei processi e delle fabbriche’. Per quanto riguarda la logistica, una spaziosa area ospita aziende all’avanguardia per soluzioni e modelli:  con l’offerta della friulana Overlog, software per il magazzino intelligente, insieme a Bg Log. Anche i magazzini verticali di Modula (Salvaterra di Casalgrande – Re).  Il magazzino, in periodo di pandemia ha cambiato pelle: sempre più flessibile per le diverse esigenze di micro o super stoccaggio. Sono i processi di interazione fra uomo e robot al centro del progetto dell’Istituto italiano di Tecnologia di Genova, un fiore all’occhiello per la ricerca. Poi, la fabbrica senza limiti, accoglie all’ingresso, fra realtà aumentata e virtuale. Ancora: la bolognese Marposs con le sue soluzioni in un poderoso stand. Da vedere il Mecspe di Bologna, fino a domani, 25 novembre. 

L’ICT PER L’ECONOMIA SOSTENIBILE: ENTRO IL 2035 NON SI UCCIDERANNO ANIMALI PER MANGIARE CARNE.

Roberto Siagri, cofondatore di Eurotech, al Salotto di Milano anticipa gli scenari possibili con i processi di digitalizzazione, raccolti nel libro «La servitizzazione: dal prodotto al servizio».

La carne? Nel 2035 ne mangeremo senza uccidere animali, perché le bistecche usciranno dalle stampanti 3D, utilizzando componenti vegetali che riescono a riprodurne la fibrosità e le caratteristiche meccaniche. La conseguenza sarà un ridimensionamento dell’allevamento intensivo, oggi all’origine di un serio problema ambientale per l’importante utilizzo di acqua e la produzione di gas metano, che molto contribuisce al riscaldamento del pianeta. 
È una degli apporti all’economia sostenibile che potrà dare la tecnologia così come l’ha esemplificato l’altra sera nel cuore della capitale economica d’Italia, il Salotto di Milano in Corso Venezia, Roberto Siagri, cofondatore di Eurotech Spa, presentando il suo libro «La servitizzazione: dal prodotto al servizio. Per un futuro sostenibile senza limiti alla crescita», pubblicato a ottobre da Guerini e Associati con prefazione di Roberto Masiero. Un esperto di Ict come Siagri, da anni concentrato sui temi dell’innovazione, dell’internazionalizzazione e dello sviluppo di nuovi modelli di business abilitati dalle tecnologie, dispiega in queste pagine le potenzialità che già oggi la tecnologia ha in sé, per anticipare scenari che hanno alta probabilità di concretizzarsi.
In un appuntamento pensato dalla società di consulenza manageriale Strategia&Controllo, specializzata in servitizzazione, per focalizzare l’attenzione sull’evoluzione dei modelli di business, davanti a una platea composta in particolare da esponenti del mondo imprenditoriale milanese e lombardo, Siagri ha analizzato con lo sguardo lungo le conseguenze di una rivoluzione digitale che è solo all’inizio e che potrà essere dirimente per uno sviluppo sostenibile e, quindi, senza limiti. «I bambini di oggi da adulti svolgeranno professioni che neppure riusciamo a immaginare – ha incalzato –, ma che saranno per la maggior parte connesse con le opportunità date dalla tecnologia e legate alla servitizzazione». In sintesi, è il servizio sul prodotto a creare valore, più che il prodotto stesso.
La dimensione più propria della digitalizzazione secondo Siagri non può ridursi, dunque, a una forma di amplificazione del modello produttivo industriale, come in questi anni è soprattutto intesa, anche perché «entro il modello di sviluppo della produzione industriale non riusciamo a risolvere il problema della sostenibilità», ha considerato. 
A sorreggere la trasformazione dell’attuale modello di business, alcuni principi forti che sono strettamente connessi alle opportunità offerte dall’Ict. «Nuovi scenari si aprono con l’indebolimento dell’idea di possesso, e la generazione dei Millennial l’ha già maturata, perché è più disposta a usare che a possedere  – ha sostenuto Siagri –; inoltre, deve esserci un’affermazione della società dell’accesso, in cui cioè i beni sono facilmente e largamente accessibili». Se il comparto dell’automotive sarà uno degli spazi in cui la servitizzazione del business sarà più evidente in tempi celeri – «se si possono pagare 30 euro due ore d’aereo, non potrà non essere possibile pagare un’auto 3 euro al giorno» –, anche il settore del Food potrà stupire, proprio con la bistecca prodotta con la stampante 3D su larga scala.

IL COMPATTATORE CHE SEPARA LE PLASTICHE ALL’ORIGINE E PREMIA CHI RICICLA

L’idea, targata Green Mayor e Adriatica Acque, ha avuto grande successo a Ecomondo, la fiera di Rimini conclusasi di recente e punto di riferimento in Europa per l’innovazione nella transizione ecologica.

Un’idea che salva l’ambiente e premia chi contribuisce all’impresa con azioni virtuose: è lo sforzo ideale sotteso alla creazione e diffusione di un nuovo compattatore che riesce a differenziare ulteriormente tutto ciò che fin qui veniva smaltito nella plastica. Una soluzione che può trovare utile impiego nei centri commerciali e nei supermercati, nei luoghi di socialità ed è già stato perfettamente integrato nelle Case dell’acqua, che diventano così vere e proprie isole ecologiche, premiando con gli ecopunti chi usa il compattatore. Si è al riciclo incentivante. La soluzione e la strategia di diffusione sono il risultato di una collaborazione tra Green MayorItalbedis e Adriatica Acqua: con il know-how della prima, la seconda ha realizzato la macchina, che ora è installata e gestita da Adriatica Acqua in tutta Italia, grazie alla rete di servizi che l’azienda ha al proprio attivo. 
“In pratica, il nuovo compattatore intelligente capisce la tipologia di packaging che viene inserito attraverso sensori intelligenti – Tetrapak, Pet, alluminio e altri materiali ancora – e differenzia in entrata il rifiuto, compattandolo. Traccia dati e flussi per certificare le filiere, è dotato di app e monitor interattivi per guidare il consumatore e di gamification e realtà aumentata per coinvolgere gli utenti”, spiegano il vicepresidente di Green Mayor, Guglielmo Capodieci e il presidente di Adriatica Acqua, Fabio Massaro. 
La raccolta differenziata, dunque, si specializza ulteriormente, suddividendo il materiale riciclabile all’origine. Ulteriore elemento qualificante della soluzione ideata dalle aziende in cordata è che ad essa è possibile associare l’erogazione di una premialità per chi riporta il vuoto della bottiglia che ha comprato, trasformandola in ecopunti che possono essere spesi nelle realtà aderenti. Questa nuova proposta ha avuto un notevole successo a Ecomondo, tanto che siamo molto soddisfatti dell’investimento e fiduciosi per la futura vita di questo compattatore”, spiega Massaro, reduce dalla fiera riminese punto di riferimento in Europa per l’innovazione dedicata alla transizione ecologica, all’economia circolare e rigenerativa.
“La partecipazione è stata notevole e per la nostra realtà è stata un successo”, riassume l’imprenditore, che ha già integrato questa nuova soluzione con le Case dell’acqua che Adriatica Acqua ha installato ormai ovunque.
È nata così EcoCasa, che chiude il cerchio della sostenibilità sfruttando un’unica tecnostruttura. “Per i cittadini che riciclano, abbiamo anche pensato a un compenso in centesimi, riutilizzabili per l’acquisto dell’acqua”, dice Sebastiani, direttore di Adriatica Acque. Un’interessante soluzione per tutti i Comuni italiani che hanno ora hanno a disposizione i 27 milioni stanziati dal decreto “Mangiaplastica” per dotarsi entro breve tempo e obbligatoriamente di un ecocompattatore.