Cookie Policy ATTUALITA'. SERBIA. L'UNGHERIA TENDE LA MANO ALLA SERBIA: AIUTI CONCRETI SUI PROBLEMI ENERGETICI LEGATI ALLE SANZIONI NIS - Tilancio

ATTUALITA’. SERBIA. L’UNGHERIA TENDE LA MANO ALLA SERBIA: AIUTI CONCRETI SUI PROBLEMI ENERGETICI LEGATI ALLE SANZIONI NIS

ATTUALITA’. SERBIA. L’UNGHERIA TENDE LA MANO ALLA SERBIA: AIUTI CONCRETI SUI PROBLEMI ENERGETICI LEGATI ALLE SANZIONI NIS

(Ti Lancio dalla Serbia) Belgrado 37 novembre 2025 – Il ministro degli Esteri ungherese Péter Szijjártó, a Belgrado per la conferenza CEI, ha promesso assistenza a Belgrado per affrontare le difficoltà energetiche derivanti dalle sanzioni USA contro la compagnia petrolifera NIS a controllo russo.

La cooperazione energetica tra i Paesi dei Balcani e dell’Europa centrale si intensifica nella risposta alle crescenti pressioni geopolitiche. L’Ungheria ha espresso la sua intenzione di fornire un aiuto concreto alla Serbia per affrontare i suoi problemi energetici, strettamente legati alle sanzioni statunitensi che gravano sulla compagnia petrolifera nazionale, Naftna Industrija Srbije (NIS) .

L’annuncio è stato fatto dal Ministro degli Esteri ungherese, Péter Szijjártó , in occasione della conferenza ministeriale dell’Iniziativa Centro Europea (CEI) che conclude la presidenza serba a Belgrado.

Il Ministro Szijjártó ha sottolineato che il sostegno affonda le radici nella solida relazione di fiducia reciproca tra i due Paesi, soprattutto nel settore energetico.

“Proprio come l’Ungheria ha sempre potuto contare sulla Serbia per le forniture energetiche, anche la Serbia può contare sull’assistenza dell’Ungheria,” ha dichiarato Szijjártó, evidenziando il principio di reciprocità.

Questo impegno arriva in un momento cruciale per Belgrado, che sta valutando anche la possibilità di nazionalizzare NIS, attualmente controllata dai giganti russi Gazprom Neft e Gazprom, al fine di garantire la sicurezza energetica nazionale e superare le difficoltà operative imposte dalle restrizioni internazionali.

Le sanzioni americane e i vincoli europei hanno creato una situazione precaria per NIS, l’unica grande raffineria serba. Queste restrizioni minacciano la capacità della compagnia di operare regolarmente, di accedere a servizi finanziari e di garantire l’approvazione del greggio, mettendo a rischio la stabilità energetica serba.

L’assistenza promessa dall’Ungheria potrebbe concretizzarsi in diverse forme, come l’ accesso agevolato alle infrastrutture di stoccaggio o l’ agevolazione nel trasporto e nella fornitura di greggio e prodotti raffinati attraverso la rete ungherese, aggirando così le strozzature causate dalle sanzioni dirette o indirette contro gli asset russi.

La mossa ungherese, anch’essa un Paese che mantiene un approccio pragmatico e talvolta critico nei confronti della politica sanzionatoria UE, sottolinea la crescente importanza delle cooperazioni energetiche regionali come meccanismo di difesa contro la frammentazione del mercato e le pressioni geopolitiche esterne.

L’attenzione è ora puntata sui dettagli dell’assistenza che verrà fornita, la quale potrebbe rivelarsi determinante per la strategia energetica della Serbia nei prossimi mesi.

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