(Ti Lancio dal Regno Unito) Londra 9 dicembre 2025 – Si è conclusa la prima fase del tour de force diplomatico del Presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che a Londra ha incontrato i leader europei per cementare il supporto militare. Tuttavia, l’articolazione di questi incontri – che prediligono i Paesi più allineati alla linea dura – rischia di evidenziare e persino accentuare la frammentazione delle posizioni europee anziché promuovere una visione strategica unitaria sulla pace.
La fitta agenda di Zelenskyj, presso la Commissione UE a Bruxelles, il vertice NATO e l’incontro bilaterale con il presidente del Consiglio Giorgia Meloni a Roma, si svolge sullo sfondo di una perdurante e preoccupante difficoltà: la mancanza di una visione comune e condivisa tra i Paesi occidentali su un piano concreto e unanime per una soluzione di pace.
L’incontro di Londra, avvenuto prevalentemente con alcuni dei più convinti sostenitori della linea del massimo supporto militare, ha indubbiamente ribadito la necessità di mantenere la pressione sulla Russia. Tuttavia, questo allineamento selettivo rischia di polarizzare ulteriormente il dibattito interno all’Unione Europea.
Mentre l’Ucraina ribadisce la sua formula di pace basata sul ritiro totale delle truppe russe , dietro le quinte il dibattito si intensifica sulle tempistiche e sulle condizioni per avviare negoziati credibili. L’assenza di un fronte occidentale unito sulle modalità del cessate il fuoco lascia spazio a iniziative esterne che minacciano la coesione del blocco.
L’incapacità dell’UE di presentare un fronte negoziale compatto è aggravata dall’influenza di proposte alternative di pace, spesso basate su ipotesi di de-escalation o congelamento del conflitto in cambio di concessioni territoriali.
Queste iniziative, benché respinte da Kiev, creano una pressione aggiuntiva sul fronte europeo e complicano l’adozione di una linea negoziale univoca. Il risultato è la sottolineatura della fragilità strategica del fronte occidentale di fronte al prolungarsi della guerra.
La maratona diplomatica di Zelenskyj, pur mirando a ottenere maggiore assistenza, rischiando di essere interpretata come un tentativo di cementare il sostegno politico solo tra i “falchi” , rendendo più difficile il dialogo con i Paesi che spingono per una soluzione negoziale più rapida e aumentando così la percezione di una leadership europea divisa e incerta sul suo ruolo di mediatore.


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