(Ti Lancio dagli Stati Uniti) Washington 29 gennaio 2026 – Svolta decisiva per l’industria estrattiva sottomarina degli Stati Uniti. La National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) ha approvato in via definitiva una nuova norma che semplifica e velocizza l’iter burocratico per l’estrazione mineraria nei fondali oceanici in acque internazionali. La misura mira a posizionare le aziende americane in prima linea nella competizione globale per le risorse critiche.
Le nuove linee guida segnano un drastico cambio di rotta rispetto al passato, puntando a ridurre i tempi morti che finora hanno frenato i progetti esplorativi. I punti chiave della riforma includono. Le procedure per la richiesta di licenze commerciali ed esplorative vengono snellite. Il numero di valutazioni di impatto ambientale (VIA) necessarie è stato dimezzato. Diminuisce anche la frequenza delle consultazioni pubbliche obbligatorie, facilitando il passaggio dalla fase progettuale a quella operativa.
Il sottosuolo oceanico, in particolare in aree come la zona di frattura di Clarion-Clipperton nel Pacifico, è ricco di noduli polimetallici contenenti cobalto, nichel, rame e manganese. Si tratta di minerali fondamentali per la produzione di batterie per veicoli elettrici e infrastrutture energetiche rinnovabili.
Con questa accelerazione, la NOAA risponde alla crescente pressione strategica: gli Stati Uniti cercano di ridurre la dipendenza dalle catene di approvvigionamento estere (specialmente dalla Cina), garantendo alle proprie aziende un accesso privilegiato alle risorse dei fondali marini.
Nonostante l’entusiasmo industriale, la decisione della NOAA ha sollevato forti preoccupazioni tra gli scienziati marini e le organizzazioni ambientaliste: “Dimezzare le valutazioni di impatto ambientale significa ignorare i rischi per ecosistemi fragili e ancora in gran parte sconosciuti,” dichiarano le voci critiche. L’approvazione definitiva della scorsa settimana apre la porta a una nuova ondata di richieste di licenza entro la fine del 2026. Resta da vedere come questa normativa nazionale si coordinerà con i trattati internazionali gestiti dall’Autorità Internazionale dei Fondali Marini (ISA), in un contesto normativo globale ancora in fase di definizione.


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