Cookie Policy ATTUALITA'. LAZIO. L’ITALIA È IL "REGNO" DELL'ACQUA IN BOTTIGLIA: RECORD EUROPEO DI CONSUMI IN UN’ERA DI SICCITÀ - Tilancio

ATTUALITA’. LAZIO. L’ITALIA È IL “REGNO” DELL’ACQUA IN BOTTIGLIA: RECORD EUROPEO DI CONSUMI IN UN’ERA DI SICCITÀ

ATTUALITA’. LAZIO. L’ITALIA È IL “REGNO” DELL’ACQUA IN BOTTIGLIA: RECORD EUROPEO DI CONSUMI IN UN’ERA DI SICCITÀ

(Ti Lancio da Roma) Roma 9 marzo 2026 – Mentre la crisi climatica ridisegna la disponibilità delle risorse idriche globali, l’Italia conferma un primato paradossale: siamo il primo Paese in Europa (e tra i primi al mondo) per consumo di acqua minerale in bottiglia. Un modello di business florido che sbatte contro la realtà di un territorio sempre più vulnerabile a siccità e restrizioni idriche.

Secondo le ultime elaborazioni di Beverfood.com, il 2024 ha segnato un nuovo record storico. Ogni cittadino italiano consuma in media 257 litri di acqua in bottiglia all’anno.  Nonostante le campagne di sensibilizzazione, i volumi sono cresciuti del +2,7% rispetto al 2023. Si imbottigliano miliardi di litri ogni anno, alimentando un’industria che non sembra conoscere crisi.

Il dispaccio evidenzia una distorsione economica e gestionale profonda. Le fonti di acqua minerale sono spesso concesse alle aziende a condizioni economiche estremamente vantaggiose (canoni di concessione minimi).  Una risorsa pubblica viene prelevata a costi bassissimi e rivenduta al consumatore finale a prezzi esponenzialmente più alti, trasformando un bene comune in una merce di lusso accessibile.

Il record di consumi racconta il fallimento di una gestione che ignora l’evidenza dei mutamenti ambientali. Mentre aumentano i volumi imbottigliati, crescono in parallelo le emergenze idriche stagionali, gli incendi e le restrizioni all’uso civile dell’acqua in molte regioni italiane.  La dipendenza dalla plastica e dal trasporto su gomma dell’acqua svilisce il valore intrinseco della risorsa come diritto universale e infrastruttura pubblica.

La persistenza di questo primato indica una sfiducia strutturale dei cittadini verso l’acqua del rubinetto, nonostante la qualità media in Italia sia tra le più alte d’Europa. Senza un investimento massiccio nella riqualificazione delle reti idriche pubbliche e una revisione dei canoni di concessione, l’Italia continuerà a esportare un modello insostenibile, dove la risorsa più preziosa del pianeta viene gestita secondo logiche puramente estrattive, ignorando la minaccia della scarsità idrica permanente.

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