(Ti Lancio dal Regno Unito) Canterbury 26 marzo 2026 – Il 25 marzo 2026 resterà scolpito nei libri di storia. Con una cerimonia solenne e commovente presso la Cattedrale di Canterbury, Sarah Elisabeth Mullally è stata ufficialmente intronizzata come 106ª Arcivescova di Canterbury. Per la prima volta in oltre 1.400 anni, la guida spirituale di 85 milioni di anglicani nel mondo è una donna.
La salita di Mullally al trono di Sant’Agostino non è solo un cambio di vertice, ma un segnale di profonda riforma. Succede a Justin Welby, le cui dimissioni nel novembre 2024 avevano lasciato una ferita aperta nella Chiesa. La scelta di una figura con il profilo di Mullally indica una chiara volontà di voltare pagina, puntando su di una gestione rigorosa dei casi di abuso che hanno scosso l’istituzione. Un ritorno alle radici del servizio verso i più poveri.
La storia di Sarah Mullally è quella di una “curatrice” in tutti i sensi. Prima di rispondere alla chiamata religiosa, è stata un’infermiera d’eccellenza, raggiungendo la carica di Chief Nursing Officer per il governo britannico. “Ho passato metà della mia vita a curare i corpi e l’altra metà a curare le anime,” ha dichiarato in passato.
Già nel 2018 aveva segnato un primato come prima Vescova di Londra, dimostrando una capacità amministrativa e pastorale che l’ha resa la candidata naturale per Canterbury.
La liturgia di ieri ha mescolato l’antico protocollo britannico con elementi di modernità. Mullally, sposata e madre di due figli (Liam e Grace), rappresenta plasticamente una Chiesa che non teme di riflettere la società contemporanea. Durante la sua omelia, ha sottolineato l’importanza di una Chiesa “inclusiva, che sappia ascoltare e che non abbia paura di cambiare per restare fedele al messaggio del Vangelo”.


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