Cookie Policy DIFESA. GIAPPONE - AUSTRALIA. GIAPPONE, SVOLTA STORICA NELLA DIFESA: MITSUBISHI HEAVY INDUSTRIES GUIDERÀ LA COMMESSA DI FREGATE PER L’AUSTRALIA - Tilancio

DIFESA. GIAPPONE – AUSTRALIA. GIAPPONE, SVOLTA STORICA NELLA DIFESA: MITSUBISHI HEAVY INDUSTRIES GUIDERÀ LA COMMESSA DI FREGATE PER L’AUSTRALIA

DIFESA. GIAPPONE – AUSTRALIA. GIAPPONE, SVOLTA STORICA NELLA DIFESA: MITSUBISHI HEAVY INDUSTRIES GUIDERÀ LA COMMESSA DI FREGATE PER L’AUSTRALIA

(Ti Lancio dal Giappone e dall’Australia) Tokyo – Canberra 20 aprile 2026 – Una firma che segna l’inizio di una nuova era per l’industria bellica del Sol Levante. Le azioni di Mitsubishi Heavy Industries (MHI) hanno segnato un balzo di quasi il 4% sulla borsa di Tokyo, all’indomani dell’annuncio di uno storico accordo con l’Australia per la fornitura di tre fregate multiruolo. L’operazione non è solo un successo commerciale, ma rappresenta il primo progetto di esportazione di navi da guerra del Giappone dal dopoguerra a oggi.

L’intesa ha un valore stimato di circa 10 miliardi di dollari australiani (circa 6,5 miliardi di dollari americani) e prevede la consegna della prima unità alla Marina australiana entro il 2029. Questo contratto è il primo tassello di un piano ancora più ambizioso di Canberra: un investimento complessivo da 20 miliardi di dollari per una flotta di 11 fregate, destinate a sostituire le ormai datate unità classe ANZAC, in servizio dagli anni ’80.

Le nuove fregate saranno basate su una versione avanzata della classe Mogami, già in forza alla Marina nipponica. Il progetto vedrà il coinvolgimento di un vero e proprio “dream team” dell’elettronica e della difesa giapponese: Mitsubishi Heavy Industries, capofila del progetto e costruttore navale. NEC Corporation, Mitsubishi Electric e Hitachi: forniranno i sistemi radar di ultima generazione, le antenne e le tecnologie di comunicazione avanzate.

L’accordo sancisce un cambiamento radicale nella politica di difesa di Tokyo. Per decenni, il Giappone ha mantenuto restrizioni rigidissime sull’export di armamenti. Tuttavia, il mutato contesto geopolitico nella regione Indo-Pacifica e le crescenti tensioni regionali hanno spinto il governo verso un progressivo allentamento di tali limiti.

L’apertura alla vendita di equipaggiamenti militari, anche letali, posiziona il Giappone come un nuovo, temibile attore sul mercato globale della Difesa, pronto a competere con i giganti occidentali.

 L’operazione dimostra la capacità del Giappone di creare una filiera verticalmente integrata — dalla cantieristica alla microelettronica — capace di esportare non solo prodotti, ma standard tecnologici. In un momento in cui le grandi potenze corrono per assicurarsi la sovranità delle proprie filiere industriali e la sicurezza dei mari, Tokyo lancia un messaggio chiaro: il “pacifismo tecnologico” sta lasciando il posto a un pragmatismo strategico che ridefinisce gli equilibri globali.

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