(Ti Lancio dal Belgio) Bruxelles 21 aprile 2026 – Il cielo europeo si fa cupo, e questa volta non per le condizioni meteo, ma per la fragilità delle sue scorte energetiche. Al termine del Consiglio UE a Bruxelles, il ministro dei Trasporti cipriota, Alexis Vafeades, ha lanciato un monito che scuote le cancellerie del continente: la carenza di jet fuel (cherosene) non è più un’ipotesi remota, ma una possibilità concreta che potrebbe paralizzare il trasporto aereo nel giro di ventuno giorni.
Arrivando al vertice informale dei trasporti, Vafeades ha pesato le parole con estrema cautela, pur senza nascondere la gravità della situazione: “Non siamo ancora in una zona di pericolo immediato, ma la possibilità di una carenza di jet fuel esiste ed è reale”.
Il ministro ha sottolineato come questo blackout degli approvvigionamenti non sia un problema tecnico per addetti ai lavori, ma una minaccia sociale: “Influenzerà le connessioni e ogni singolo cittadino dell’Unione. Dobbiamo esserne consapevoli e discuterne subito per evitare il collasso del sistema”.
Secondo l’analisi portata al Consiglio UE, l’Europa si trova stretta in una morsa temporale: un problema di offerta immediata, legato ai colli di bottiglia logistici e alle tensioni geopolitiche (come la crisi in Medio Oriente e le rotte dei cavi sottomarini che abbiamo analizzato). Un problema di domanda e di transizione verso i carburanti sostenibili (SAF), in un mercato che fatica a trovare un nuovo equilibrio.
“Dobbiamo essere pronti a evitare le file alle stazioni di servizio,” ha aggiunto Vafeades, evocando uno scenario di razionamento che l’Europa sperava di aver dimenticato.
Se il cherosene dovesse scarseggiare nelle prossime tre settimane, le compagnie aeree sarebbero costrette a una drastica riduzione dei voli. Questo si inserisce in un quadro di “policrisi” dove: la domanda di viaggio è ai massimi storici post-pandemici. La scarsità sta spingendo i prezzi del jet fuel a livelli che minacciano la sostenibilità finanziaria dei vettori low-cost. La dipendenza da raffinerie extra-UE e rotte marittime vulnerabili espone il continente a continui ricatti energetici.
La presidenza cipriota ha chiesto una risposta comunitaria per la creazione di riserve strategiche di carburante avio, simili a quelle esistenti per il petrolio greggio. L’obiettivo è creare uno “scudo energetico” che permetta di assorbire eventuali shock di fornitura senza interrompere la mobilità dei cittadini.


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