Nonostante le tensioni geopolitiche e l’incertezza economica, il mercato delle fusioni e acquisizioni segna un primato che non si vedeva dal 2008. Secondo il report di WTW, a trainare la corsa sono le operazioni sopra i 10 miliardi di dollari
(Ti Lancio dal Regno Unito) Londra 28 aprile 2026 – Il mercato globale dell’M&A (Mergers & Acquisitions) ha scosso di dosso ogni timore nel primo trimestre del 2026, archiviando una performance da primato. Secondo l’ultimo Quarterly Deal Performance Monitor (QDPM) di WTW, condotto in collaborazione con il M&A Research Centre della Bayes Business School, i primi tre mesi dell’anno hanno visto la chiusura di ben 12 “mega deal” (operazioni dal valore superiore ai 10 miliardi di dollari).
Si tratta del dato trimestrale più alto registrato dal 2008, un segnale inequivocabile del ritorno di fiducia da parte dei grandi player globali.
Il valore complessivo delle operazioni concluse nel Q1 2026 è volato a 438 miliardi di dollari, segnando un balzo impressionante del +155% rispetto allo stesso periodo del 2025. Non è solo una questione di volumi: le aziende che hanno portato a termine acquisizioni hanno sovraperformato il mercato azionario globale di 2,5 punti percentuali, a dimostrazione che gli investitori premiano la crescita per linee esterne quando è sostenuta da logiche strategiche solide.
A guidare la danza è stata l’Europa, che ha mostrato una resilienza inaspettata. Gli acquirenti del Vecchio Continente hanno battuto il mercato di riferimento con uno scarto del +6%, chiudendo 40 operazioni rilevanti. Al contrario, il Nord America e l’area Asia-Pacifico hanno faticato di più a generare valore immediato per gli azionisti, chiudendo il trimestre rispettivamente a -5,4% e -3,4% rispetto ai propri indici regionali. “I grandi dealmaker sono tornati sul mercato con una vendetta,” ha commentato Jana Mercereau, Head of Europe M&A Consulting di WTW. “Le aziende più capitalizzate stanno sfruttando il miglioramento delle condizioni di mercato per scalare le operazioni e, soprattutto, per colmare i gap tecnologici legati all’Intelligenza Artificiale.”
Perché questo boom proprio ora? Secondo gli analisti, i fattori chiave sono tre. La corsa all’accaparramento di infrastrutture e competenze per l’AI. La necessità di ridisegnare i portafogli in ottica ESG e decarbonizzazione. Dopo anni di cautela, le grandi corporation utilizzano l’M&A come strumento per proteggere le catene di fornitura e diversificare i ricavi in contesti geopolitici volatili.
Mentre il 2025 si era chiuso con una nota di incertezza, il 2026 sembra aver tracciato una rotta chiara: il gigantismo è tornato di moda, e i “mega deal” sono la bussola che guida la nuova fase del capitalismo globale.


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