Il mercato dei deal globali sta vivendo una trasformazione radicale. Non si acquisisce più per crescere, ma per resistere: l’intelligenza artificiale e l’energia locale sono i due pilastri su cui i CEO stanno costruendo le fortezze aziendali del futuro
(Ti Lancio dalla Lombardia) Milano 8 maggio 2026 – Mentre ci avviciniamo alla metà del 2026, il panorama delle acquisizioni societarie è dominato da una parola d’ordine: resilienza. Se in passato i cicli di M&A erano guidati dalla ricerca di nuove quote di mercato, oggi il 40% del valore totale dei deal è mosso dalla necessità di integrare l’Intelligenza Artificiale nel cuore pulsante delle infrastrutture aziendali. Parallelamente, la crisi dei costi e le tensioni geopolitiche hanno spinto gli investimenti energetici a livelli record, raggiungendo i 454,7 miliardi di dollari.
L’IA non è più una voce nel dipartimento R&D, ma il requisito minimo per la sopravvivenza. Le aziende hanno smesso di dare la caccia a piccole startup di software per puntare ai “giganti silenziosi”: i fornitori di infrastrutture dati, chip e, soprattutto, cybersecurity. I CEO stanno acquisendo quote dirette nei produttori di hardware e nei centri dati per garantirsi la potenza di calcolo necessaria, evitando i colli di bottiglia della supply chain globale. Con l’aumento degli attacchi automatizzati, la cybersecurity è diventata il principale driver di acquisizione nel settore tech. Acquistare una società di sicurezza oggi significa proteggere il valore di tutti i deal futuri.
Il settore energetico ha registrato un balzo del +47% nelle acquisizioni. Questo non riflette solo la transizione verde, ma una vera e propria ritirata verso la sicurezza energetica locale.


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