Cookie Policy ECONOMIA. USA-GIAPPONE. IL GIGANTE TREMA? PERCHÉ IL GIAPPONE STA VOLTANDO LE SPALLE AL DEBITO PUBBLICO USA - Tilancio

ECONOMIA. USA-GIAPPONE. IL GIGANTE TREMA? PERCHÉ IL GIAPPONE STA VOLTANDO LE SPALLE AL DEBITO PUBBLICO USA

ECONOMIA. USA-GIAPPONE. IL GIGANTE TREMA? PERCHÉ IL GIAPPONE STA VOLTANDO LE SPALLE AL DEBITO PUBBLICO USA

(Ti Lancio dagli Stati Uniti e dal Giappone) New York – Tokyo 18 maggio 2026 – Per decenni è stato il pilastro invisibile ma fondamentale su cui si è retta l’economia americana: il flusso costante di capitali giapponesi diretti verso i Treasury Bond (i titoli di Stato statunitensi). Oggi, però, questo meccanismo storico sta mostrando profonde crepe. Il Giappone, il più grande detentore straniero di debito USA, sta avviando una silenziosa ma massiccia operazione di “rimpatrio” dei propri capitali, aprendo uno scenario di forte incertezza per Wall Street e per la stabilità finanziaria globale.

La svolta ha una radice ben precisa: il cambio di rotta della Bank of Japan (BoJ). Dopo anni di tassi di interesse negativi o a zero, che costringono le grandi istituzioni finanziarie nipponiche (fondi pensione e assicurazioni in primis) a cercare rendimenti all’estero, i tassi sui titoli di Stato giapponesi (JGB) sono tornati a salire.

Questo fenomeno sta rendendo gli investimenti domestici molto più attraenti per i manager di Tokyo. Perchére la volatilità del dollaro costi rischiando di copertura valutaria (currency hedging) quando si può ottenere un rendimento sicuro e in crescita direttamente in patria?

Sebbene i rendimenti dei Treasury americani rimangano nominalmente elevati, il vero nodo per gli investitori giapponesi è rappresentato dai costi per proteggersi dal rischio di cambio. Quando un grande fondo di Tokyo compra bond americani, deve assicurarsi il controllo delle oscillazioni del cambio dollaro-yen. Con la Federal Reserve che mantiene i tassi alti e la BoJ che ha iniziato a muoversi, i costi di questa copertura hanno letteralmente azzerato i guadagni reali offerti dai titoli USA.

Di fatto, per un investitore giapponese, oggi un Treasury americano rende – al netto della copertura – meno di un titolo di Stato di Tokyo. Il risultato? Una fuga inevitabile.

Il disimpegno, anche solo parziale, degli investitori nipponici rappresenta un enorme grattacapo per il Tesoro americano. Gli Stati Uniti continuano a emettere debito a ritmi record per finanziare la propria spesa pubblica.

Se il principale acquirente estero riduce la propria quota, Washington si trova davanti a un bivio pericoloso. Alzare ulteriormente i rendimenti dei propri titoli per attirare altri acquirenti, aumentando però drasticamente il costo del servizio del debito pubblico statunitense. Sperare nel mercato interno, che rischia però di essere saturato, con conseguenti pressioni inflazionistiche.

Gli analisti finanziari concordano: non siamo di fronte a un crollo improvviso, ma a un trend strutturale di lungo periodo. La “Grande Rimpatrio” dei capitali verso il Sol Levante è iniziata.

In un mondo geopoliticamente frammentato, la decisione del Giappone di riportare a casa i propri soldi dimostra che la sovranità finanziaria sta tornando di moda. Resta da capire fino a che punto Washington potrà permettersi di perdere il suo storico e più fedele banchiere.

Leave a Reply

Your email address will not be published.