A 80 anni dal 1945, Berlino e Tokyo accelerano il riarmo e avviano una cooperazione militare ed energetica senza precedenti. L’obiettivo: ridurre la dipendenza strategica da un’America instabile.
(Ti Lancio dal Giappone) Tokyo 16 giugno 2026 – Per otto decenni, la memoria della devastazione e della sconfitta nella Seconda Guerra Mondiale ha ancorato la Germania e il Giappone a una postura strettamente pacifista, delegando la propria sicurezza nazionale allo scudo nucleare e militare degli Stati Uniti. Oggi, quel paradigma è ufficialmente tramontato. Sotto la pressione simultanea dell’aggressività russa in Europa, dell’espansionismo cinese nell’Indo-Pacifico e dei forti dubbi sull’affidabilità a lungo termine degli impegni di Washington, Berlino e Tokyo hanno deciso di unire le forze in un’alleanza strategica e industriale per rifondare i propri apparati difensivi.
Il piano di cooperazione, dettagliato in un’inchiesta del New York Times, segna un cambio di rotta epocale, in cui i due colossi economici si muovono non più solo come alleati subalterni degli USA, ma come attori globali autonomi.
Il motore di questa inedita accelerazione bilaterale è la crescente volatilità della politica estera statunitense, acuita dalle recenti pressioni dell’amministrazione Trump per il taglio del budget destinato alla NATO e alla difesa degli alleati. “C’è il timore giustificato che gli Stati Uniti possano abbandonarli o barattare la loro sicurezza” evidenziano gli analisti internazionali.
Di conseguenza, Tokyo e Berlino hanno abbracciato il principio secondo cui la sicurezza dell’Euro-Atlantico e quella dell’Indo-Pacifico sono “interconnesse e inseparabili”. Il patto non si limita alla diplomazia: il Ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius e la controparte giapponese hanno formalizzato le trattative per un Reciprocal Access Agreement(un patto di accesso reciproco), volto ad azzerare le barriere burocratiche per l’invio di truppe, la logistica e le esercitazioni congiunte nei rispettivi territori. Un primo assaggio si è avuto con lo storico rischieramento dei caccia F-15 giapponesi in Europa per esercitazioni comuni nei cieli tedeschi.
Il nucleo più solido della collaborazione è di natura industriale e tecnologica. Accompagnato a Tokyo da una delegazione dei vertici di giganti della difesa tedesca (tra cui Airbus Defence, MBDA, Diehl e Hensoldt), il governo di Berlino ha gettato le basi per programmi di co-sviluppo militare ad alta tecnologia. L’azienda giapponese Kawasaki Heavy Industries è in trattative avanzate con partner tedeschi per lo sviluppo congiunto di motori di nuova generazione destinati ai missili da crociera Taurus. Un accordo firmato di recente consente alle forze armate dei due Paesi (Bundeswehr e JSDF) di condividere carburante, munizioni e basi militari durante le manovre congiunte. Il Giappone sta parallelamente rafforzando i legami con l’Europa attraverso il Global Combat Air Program (GCAP) insieme a Regno Unito e Italia per la costruzione del caccia del futuro entro il 2035, un progetto a cui la Germania guarda con estremo interesse logistico.
Per finanziare questa trasformazione, entrambi i Paesi hanno stracciato i tetti storici di spesa. La Germania, sotto la guida del Cancelliere Friedrich Merz e spinta dai vertici militari, sta pompando miliardi di euro per modernizzare la Luftwaffe e l’esercito d’ora in avanti in grado di condurre attacchi di deterrenza profonda.
Il Giappone, dal canto suo, ha abbandonato il tradizionale limite dell’1% del PIL per la difesa, puntando dritto al 2% (diventando il terzo budget militare al mondo). Il cambio al vertice politico a Tokyo, con il Primo Ministro Sanae Takaichi, ha ulteriormente blindato questa linea muscolare, definendo i rapporti difensivi con i partner europei come “quasi-alleanze” necessarie a controbilanciare la flotta cinese nei mari di Giava e di Cina Orientale.
Mentre Washington osserva con sentimenti misti – da un lato accoglie con favore un maggiore burden-sharing(condivisione dei costi), dall’altro teme di perdere il monopolio sulle decisioni strategiche e sulle commesse della propria industria bellica –, Pechino e Mosca leggono la saldatura tra Germania e Giappone con profonda irritazione, accusando i due Paesi di alimentare il militarismo.


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