(Ti Lancio dalla Francia) Strasburgo 18 giugno 2026 – Il processo di allargamento dell’Unione Europea verso i Balcani occidentali accelera il passo e trova nel Montenegro il suo capofila. L’obiettivo è chiaro: l’ingresso ufficiale di Podgorica come 28° Stato membro entro il 2028. Un traguardo che, secondo il Presidente montenegrino Jakov Milatović, segnerà “l’avvio del compimento di una promessa” in grado di ripristinare la fiducia nella politica di allargamento di Bruxelles, stabilizzare la regione e rafforzare il ruolo geopolitico globale dell’Europa.
Milatović ha espresso questa visione stringente intervenendo nell’emiciclo del Parlamento europeo a Strasburgo, proprio nei giorni in cui l’Eurocamera è impegnata ad analizzare lo stato dei negoziati di sette Paesi.
Nel suo discorso, il capo di Stato montenegrino ha sottolineato come la finestra temporale attuale rappresenti un’occasione irripetibile per tutti gli attori coinvolti. Per il Montenegro: è l’occasione di portare a compimento un’autentica “impresa generazionale”. Per l’Unione Europea: rappresenta la possibilità di confermare nei fatti la determinazione della propria politica di allargamento. Per i Balcani occidentali: è la dimostrazione concreta che il percorso di riforme europee porta a risultati tangibili.
A fare eco alle parole di Milatović è stata la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, che ha certificato lo stato di avanzamento dei lavori: “L’allargamento non è più una promessa per il domani, ma una priorità dell’oggi e le cose finalmente si stanno muovendo”.
Metsola ha ricordato che il Montenegro si trova attualmente in prima linea nel percorso di integrazione. Il Paese ha già chiuso la metà dei capitoli negoziali complessivi — con gli ultimi due definiti proprio ieri, portando il totale a 16 capitoli archiviati. Questo avanzamento ha permesso l’avvio ufficiale dei lavori sul trattato di adesione.
“Questo dimostra che il duro lavoro delle riforme sta dando risultati e che l’allargamento è davvero un processo basato sul merito” ha precisato la presidente dell’Eurocamera, aggiungendo un monito politico cruciale: “L’allargamento non è carità: è una scelta strategica e un beneficio reciproco”.
Garantendo il sostegno “molto, molto entusiasta” dell’Europarlamento alla causa di Podgorica, Metsola ha comunque invitato alla concretezza in vista del primo allargamento del blocco comunitario in oltre un decennio (l’ultimo ingresso fu quello della Croazia nel 2013).
La linea indicata da Bruxelles è quella della trasparenza: la strada corretta per gestire il processo non è ignorare i timori e le preoccupazioni delle parti coinvolte, bensì “affrontarli con onestà e dimostrare i benefici tangibili che l’allargamento comporta”.


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