Cookie Policy ATTUALITA'. USA. FONDI CONGELATI, ASSE USA-QATAR PER SBLOCCARE I MILIARDI DESTINATI ALL’IRAN: I DETTAGLI DEL PIANO UMANITARIO - Tilancio

ATTUALITA’. USA. FONDI CONGELATI, ASSE USA-QATAR PER SBLOCCARE I MILIARDI DESTINATI ALL’IRAN: I DETTAGLI DEL PIANO UMANITARIO

ATTUALITA’. USA. FONDI CONGELATI, ASSE USA-QATAR PER SBLOCCARE I MILIARDI DESTINATI ALL’IRAN: I DETTAGLI DEL PIANO UMANITARIO

Nel quadro del recente accordo di pace firmato da Trump, Washington e Doha studiano un meccanismo di supervisione internazionale. Una prima tranche da 6 miliardi di dollari in Qatar potrebbe fare da modello per il resto dei 100 miliardi bloccati nel mondo.

(Ti Lancio dagli Stati Uniti) Washington 23 giugno 2026 – Gli Stati Uniti e il Qatar stanno lavorando a stretto contatto per definire un piano finanziario strategico che consentirà all’Iran di accedere a miliardi di dollari dei suoi asset attualmente congelati all’estero a causa delle sanzioni. A rivelarlo è il Wall Street Journal, citando fonti vicine ai negoziati, secondo cui questa mossa rappresenta il primo concreto incentivo economico legato al recente e storico accordo (“memorandum d’intesa”) volto a porre fine alle ostilità nella regione.

Il piano, non ancora del tutto finalizzato e in attesa dell’approvazione formale di Teheran, prevede una prima tranche focalizzata sui 6 miliardi di dollari custoditi nelle banche del Qatar. Questi fondi derivano dai proventi delle vendite di petrolio iraniano, originariamente bloccati in Corea del Sud e poi trasferiti a Doha nel 2023 sotto l’amministrazione Biden (nell’ambito di uno scambio di prigionieri), prima di essere nuovamente congelati dopo gli attacchi del 7 ottobre.

Il nuovo accordo stabilisce che Teheran non riceverà denaro contante “libero”. Sotto la supervisione internazionale, la Banca Centrale dell’Iran potrà ordinare beni strettamente umanitari — come cibo, medicinali e prodotti agricoli — e il Qatar provvederà a saldare i pagamenti attingendo direttamente dai fondi congelati.

Si stima che l’Iran abbia circa 100 miliardi di dollari in contanti bloccati in tutto il mondo (tra cui Cina, India e Iraq). Secondo i funzionari governativi, il canale umanitario del Qatar è concepito per fare da “progetto pilota”: se il meccanismo funzionerà senza violazioni, verrà utilizzato come modello per sbloccare progressivamente altre quote del patrimonio iraniano, a partire da una prima richiesta urgente da parte di Teheran di ulteriori 24 miliardi di dollari.

I colloqui tecnici per definire questo corridoio bancario sono iniziati a fine maggio, guidati da una delegazione a Doha dal presidente del parlamento iraniano e capo negoziatore Mohammad Bagher Ghalibaf.

L’apertura finanziaria da parte di Washington si inserisce nella più ampia cornice dell’intesa in 14 punti siglata di recente dal Presidente statunitense Donald Trump. L’accordo prevede l’interruzione immediata delle operazioni militari (incluso il fronte in Libano) e la libera circolazione delle navi commerciali nello Stretto di Hormuz, ponendo un termine di 60 giorni per negoziare un trattato definitivo.

L’amministrazione USA ha chiarito che l’allentamento delle sanzioni e l’accesso ai fondi saranno vincolati al “buon comportamento” di Teheran e al progresso dei colloqui sul programma nucleare, inclusa la consegna dell’uranio arricchito. Il vicepresidente JD Vance e i sostenitori della linea presidenziale difendono la strategia, spiegando che concedere l’uso vigilato dei fondi per scopi umanitari offre agli Stati Uniti una maggiore visibilità sulle spese iraniane e, al contempo, un’enorme leva diplomatica per mantenere l’Iran al tavolo dei negoziati.Per la Repubblica Islamica, l’accesso a questi fondi è vitale. L’economia del Paese è stremata da un’inflazione galoppante, dalla svalutazione della valuta locale e da una gravissima carenza di valuta estera necessaria a pagare le importazioni elementari. Sebbene gli analisti rimangano scettici sul fatto che questi 6 miliardi umanitari possano far ripartire strutturalmente l’economia di Teheran, l’inizio dello sblocco rappresenta una boccata d’ossigeno fondamentale per la stabilità interna del Paese in questa delicata fase di transizione geopolitica.

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