Cookie Policy ECONOMIA. ER. STORCHI (UCID), 'L'ECONOMIA CIVILE E' ECONOMIA DELL'AMORE' RIPRENDENDO LE RECENTI PAROLE DI PAPA LEONE XIV - Tilancio

ECONOMIA. ER. STORCHI (UCID), ‘L’ECONOMIA CIVILE E’ ECONOMIA DELL’AMORE’ RIPRENDENDO LE RECENTI PAROLE DI PAPA LEONE XIV

ECONOMIA. ER. STORCHI (UCID), ‘L’ECONOMIA CIVILE E’ ECONOMIA DELL’AMORE’ RIPRENDENDO LE RECENTI PAROLE DI PAPA LEONE XIV

(Ti Lancio dall’Emilia Romagna) Reggio Emilia 23 giugno 2026 – C’è un legame che unisce la tradizione del Rinascimento italiano, la dottrina sociale della chiesa e le sfide dell’economia contemporanea. A evidenziarlo è il cavaliere del lavoro Fabio Storchi, presidente del Comitato Tecnico Scientifico dell’UCID (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti), che vede nell’economia civile un modello capace di coniugare sviluppo economico, responsabilità sociale e centralità della persona.

Si tratta di una visione che trova punti di contatto anche nel magistero della chiesa. Di recente, Papa Leone XIV ha richiamato l’esigenza di costruire una “civiltà dell’amore”, riprendendo temi già presenti nel pontificato di Papa Francesco e sottolineando la necessità di un impegno concreto sul piano sociale, politico ed economico. Un richiamo che si inserisce nella tradizione della dottrina sociale della chiesa, da Leone XIII ai pontefici successivi, e che richiama l’attenzione su un’economia capace di mettere al centro la persona e le relazioni. 

‘L’economia civile è una economia dell’amore’ ha sottolineato Storchi riprendendo le parole di Papa Leone XIV.

Da tempo Storchi sostiene quello che definisce il “modo italiano di fare economia”, un approccio che affonda le sue radici nella cultura mediterranea e nei principi della reciprocità, della corresponsabilità e del mutuo vantaggio. Un modello che trova un riferimento importante nel pensiero di Antonio Genovesi, il filosofo ed economista che nel 1753 inaugurò a Napoli il primo insegnamento universitario di economia civile.

«L’economia civile attinge all’umanesimo civico della nostra tradizione», ha ricordato Storchi in diverse occasioni. «I mercanti del Rinascimento conquistarono nuovi mercati grazie alla loro capacità di costruire rapporti di fiducia. Oggi questo significa riportare l’impresa alla sua funzione originaria: creare valore economico e sociale per la comunità».

In questa prospettiva, la reciprocità non rappresenta soltanto un principio etico, ma anche un fattore di competitività. La capacità di condividere competenze, generare fiducia e costruire relazioni durature contribuisce infatti a rafforzare la qualità e la solidità delle imprese nel tempo.

Le riflessioni provenienti dal mondo dell’imprenditoria cristiana trovano un riscontro nelle parole di Papa Leone XIV, che ha invitato a contrastare le forme di individualismo e chiusura attraverso scelte coraggiose e orientate al bene comune. L’obiettivo non è soltanto promuovere una maggiore sensibilità sociale, ma favorire la costruzione di modelli economici e relazionali più inclusivi.

In questo contesto, il riferimento alla “civiltà dell’amore” assume un significato concreto. Di fronte a dinamiche economiche che rischiano di privilegiare esclusivamente la logica del profitto, l’economia civile propone di valorizzare il capitale umano, il ruolo dei giovani e la qualità delle relazioni come elementi essenziali dello sviluppo.

L’attività del comitato scientifico dell’UCID si muove lungo questa direttrice, con l’obiettivo di diffondere una cultura economica attenta alla dignità della persona, alla responsabilità sociale e alla tutela dell’ambiente. Un percorso che punta a favorire il dialogo e la collaborazione tra imprenditori appartenenti a contesti culturali e religiosi diversi, accomunati dalla convinzione che l’economia possa contribuire non solo alla crescita, ma anche alla coesione sociale.

La proposta lanciata da Storchi si rivolge in particolare alla classe dirigente e al mondo delle imprese: riscoprire l’economia civile come uno strumento capace di generare sviluppo, inclusione e opportunità per le nuove generazioni, contribuendo così alla costruzione di una società più equilibrata e partecipata.

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