Cookie Policy Politica economica. Toscana. Acciaio. Urso rilancia Piombino. Restano nodi JSW e occupazione. - Tilancio

Politica economica. Toscana. Acciaio. Urso rilancia Piombino. Restano nodi JSW e occupazione.

Politica economica. Toscana. Acciaio. Urso rilancia Piombino. Restano nodi JSW e occupazione.

IL MINISTRO PROMETTE “POLO GREEN” DA 3,2 MLD

Ti Lancio dalla Toscana. Piombino, Livorno 5 luglio 2026 – Un piano a “tre gambe” per riaccendere le speranze di Piombino, ma blindato da una gestione commissariale per aggirare le storiche secche della burocrazia e le diffidenze di un territorio scottato da dieci anni di promesse mancate. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, rilancia la centralità del polo siderurgico toscano puntando sulla svolta “green”, ma la realtà industriale della Val di Cornia si scontra ancora con scadenze a lungo termine e le forti tensioni sul fronte occupazionale.

Il cuore dell’annuncio governativo è il mega-investimento da 3,2 miliardi di euro della joint venture ucraino-italiana Metinvest Adria (Danieli), sostenuto da 285 milioni di euro di soldi pubblici sbloccati da Invitalia per la costruzione di un forno elettrico. Una mossa politicamente significativa, che punta a decarbonizzare il sito, ma che nei fatti sposta la reale ripartenza della produzione a basse emissioni in là negli anni.

I dubbi maggiori dei sindacati si concentrano però sulla seconda “gamba” del piano: la JSW Steel Italy del gruppo indiano Jindal. Sebbene il Mimit rivendichi passi avanti verso l’Accordo di Programma — forte di un accordo di sviluppo da 33 milioni pubblici siglato nell’ormai lontano aprile 2025 per il treno rotaie —, il tavolo con l’azienda resta il più delicato e conflittuale. Le sigle dei lavoratori continuano a chiedere garanzie piene e vincolanti, giudicando insufficienti le rassicurazioni finora ricevute dopo anni di cassa integrazione e impianti sottoutilizzati.

La vera partita, infatti, si gioca sulla pelle dei lavoratori. I piani del Governo prevedono il riassorbimento di 1.295 operai complessivi, ma l’orizzonte temporale fissato è il 2028. Fino ad allora, per gran parte dei 785 lavoratori destinati a Metinvest e dei 500 legati a JSW, il futuro immediato si chiama ancora “ammortizzatori sociali di transizione”. Una scommessa sulla pelle delle famiglie, la cui credibilità si misurerà solo con l’effettiva apertura dei cantieri.

Qualche segnale di fumo bianco arriva sul terzo fronte, quello della Liberty Magona (oltre 500 dipendenti), dove il passaggio a Trasteel tramite affitto di ramo d’azienda dovrebbe garantire una ripresa graduale delle attività a fine settembre, dopo anni di totale incertezza gestionale.

Per accelerare i tempi ed evitare il collasso dei tavoli, Urso punta ora sulla carta della governance d’emergenza: poteri commissariali al governatore toscano Eugenio Giani per la siderurgia e ruolo chiave sui permessi al sindaco di Piombino, Francesco Ferrari. Sullo sfondo restano da completare le infrastrutture chiave, a partire dalla banchina nord del porto (per cui il Mimit ha stanziato 92 milioni). La sfida per l’esecutivo è aperta, ma a Piombino il tempo delle passerelle politiche è scaduto da tempo: per trasformare gli annunci in acciaio vero serviranno fatti, non protocolli d’intesa.

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