Cookie Policy Scienza. Spazio. La sonda New Horizons esce dallo stato di ibernazione a 9,5 miliardi di km dalla terra, dopo 1 anno - Tilancio

Scienza. Spazio. La sonda New Horizons esce dallo stato di ibernazione a 9,5 miliardi di km dalla terra, dopo 1 anno

Scienza. Spazio. La sonda New Horizons esce dallo stato di ibernazione a 9,5 miliardi di km dalla terra, dopo 1 anno

Ti Lancio dagli Usa Baltimora (MD) 13 luglio 2026 – Dopo un sonno profondo durato quasi un anno (321 giorni), la sonda della NASA è uscita dallo stato di ibernazione. A circa 9,5 miliardi di chilometri dalla Terra, i suoi strumenti sono tornati operativi per studiare la remota ed enigmatica Fascia di Kuiper.

 C’è qualcuno che si è appena svegliato nel punto più profondo e buio del nostro sistema planetario. Dopo un silenzio radio programmato durato quasi un anno, la sonda New Horizons della NASA ha riaperto gli occhi cosmici, uscendo ufficialmente da uno stato di ibernazione durato ben 321 giorni. La conferma dell’eccellente stato di salute del veicolo spaziale è arrivata al centro operativo della missione presso il Johns Hopkins Applied Physics Laboratory, superando indenne la fase di letargo più lunga da quando è iniziato il suo viaggio.

La sonda, situata alla sbalorditiva distanza di circa 9,5 miliardi di chilometri dalla Terra, ha ripreso le normali operazioni scientifiche ed è pronta a regalare agli astronomi una nuova mole di dati inediti.

Lanciata nel lontano 2006, New Horizons ha scritto la storia dell’esplorazione spaziale con lo storico sorvolo ravvicinato di Plutone nel 2015 e il successivo incontro con l’oggetto transnettuniano Arrokoth (allora noto come Ultima Thule) all’inizio del 2019. Da quel momento, la sonda si è inoltrata sempre più nella Fascia di Kuiper, la remota ciambella di detriti ghiacciati e corpi primordiali che circonda il Sistema Solare esterno.

Per preservare la vita utile degli strumenti e risparmiare il prezioso carburante nucleare (il generatore termoelettrico a radioisotopi), il team di volo adotta una strategia rigorosa: alternare lunghi periodi di ibernazione a brevi finestre di attività. Quest’ultimo “sonno”, iniziato nell’agosto precedente, è stato il più lungo mai affrontato dal computer di bordo.Il segnale di risveglio ha impiegato molte ore per attraversare lo spazio profondo e raggiungere le antenne terrestri del Deep Space Network, confermando che tutti i sistemi principali sono perfettamente funzionanti e “in ottima salute”.

Ora che New Horizons è tornata pienamente operativa, l’obiettivo degli scienziati si sposta su una scala ancora più grande. La sonda ha iniziato le manovre per scaricare a terra i dati raccolti dai suoi rilevatori prima dell’ibernazione, ma la parte più entusiasmante inizia adesso.

Finora, solo le storiche sonde Voyager 1 e Voyager 2 sono riuscite a spingersi così lontano, ma i loro strumenti, risalenti agli anni ’70, non possiedono la precisione e la modernità tecnologica di cui è dotata New Horizons, che si trasforma così in un avamposto scientifico senza precedenti, un faro d’avanguardia umana posizionato là dove il Sole non è più grande di una brillantissima stella nel vuoto profondo.

Grazie alla suite di strumenti scientifici ancora perfettamente calibrati, la navicella raccoglierà misurazioni uniche sull’eliosfera esterna, la gigantesca bolla magnetica generata dal Sole che protegge il nostro sistema dallo spazio interstellare.

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