Cookie Policy Economia. Fvg. Salviamo l'acciaio per difendere il Made in Italy. L'appello di Renato Railz (Eurolls): 'Senza la filiera siderurgica crolla il manifatturiero' - Tilancio

Economia. Fvg. Salviamo l’acciaio per difendere il Made in Italy. L’appello di Renato Railz (Eurolls): ‘Senza la filiera siderurgica crolla il manifatturiero’

Economia. Fvg. Salviamo l’acciaio per difendere il Made in Italy. L’appello di Renato Railz (Eurolls): ‘Senza la filiera siderurgica crolla il manifatturiero’

Ti Lancio dal Fvg Udine 13 luglio 2026 – In un momento storico estremamente difficile per l’economia globale e nazionale, il grido d’allarme e di orgoglio arriva dal cuore del Friuli, per bocca di un imprenditore che ha costruito una multinazionale della metalmeccanica partendo dal territorio. Renato Railz, fondatore e alla guida di Eurolls, lancia un appello chiaro e senza fronzoli, tipico del noto industriale friulano: salvare le lavorazioni e l’acciaio italiano non è una questione che riguarda solo i singoli impianti, ma è il pilastro indispensabile per garantire la tenuta di tutto il manifatturiero italiano.

Per chi, come Eurolls, produce rulli e componenti di altissima precisione esportati in tutto il mondo, l’acciaio non è una semplice materia prima: è la linfa vitale. Railz analizza la situazione con la concretezza di chi conosce i mercati globali e sa che perdere l’autonomia e la qualità delle lavorazioni italiane significherebbe condannare l’intero settore metalmeccanico a una dipendenza pericolosa dall’estero.

«Non possiamo pensare di avere un manifatturiero forte e competitivo senza una filiera dell’acciaio solida e integrata a monte», spiega Renato Railz. «In questa tempesta economica, difendere le nostre produzioni siderurgiche significa difendere la sovranità industriale del Paese. Se cede l’anello dell’acciaio, rischia di crollare l’intera catena del Made in Italy meccanico».

La parola d’ordine in questa fase delicata è una sola: equilibrio. Le imprese italiane si trovano a navigare a vista tra tensioni geopolitiche, costi energetici instabili e mercati altalenanti. In questo scenario, l’incertezza è il peggior nemico degli investimenti.

Secondo il numero uno di Eurolls, per superare questo momento straordinariamente complesso serve garantire continuità operativa. Evitare blocchi e strappi normativi o gestionali che penalizzano le aziende a valle. Garantire stabilità dei prezzi e delle forniture. Permettere alle imprese di pianificare a medio e lungo termine. Tutela delle competenze: preservare  il “know-how” tecnologico e le maestranze che rendono unici i nostri prodotti.

L’orgoglio delle nostre fabbriche. Ma l’analisi di Railz va oltre i numeri e tocca un aspetto culturale e sociale profondo: l’attaccamento al lavoro e al territorio. In un momento di crisi, serve una grande operazione di orgoglio collettivo.

«Dobbiamo far vedere, dentro e fuori dai confini nazionali, che gli italiani tengono alle loro fabbriche», conclude Railz. «La fabbrica non è solo un luogo di produzione, è una comunità, è la storia delle nostre famiglie e la garanzia di futuro per i nostri giovani. Difendere i nostri stabilimenti significa credere nel lavoro italiano. Oggi più che mai, istituzioni, imprese e lavoratori devono fare squadra per dimostrare che l’Italia non rinuncia alla sua vocazione industriale».

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