Ti Lancio dagli Usa Texas 13 luglio 2026 – Cugini d’Oltralpe e fratelli di passione: la semifinale europea mette di fronte i due popoli antropologicamente più vicini a noi. Tra il rigore cartesiano dei francesi e il “sentimiento” spagnolo, ecco come la storia si riflette sul rettangolo verde, domani sera alle 21, dall’AT&T Stadium di Dallas.
C’è un vecchio adagio che circola nei corridoi della diplomazia e della sociologia comparata: “Gli spagnoli sono italiani che hanno deciso di essere uniti; i francesi sono italiani tristi… Gli italiani… sono rimasti italiani”. Quando il tabellone di un grande torneo internazionale mette di fronte Francia e Spagna in una semifinale, per noi che guardiamo da una posizione terza (ma emotivamente coinvoltissima) è impossibile non vederla come una questione di famiglia.
Francia e Spagna rappresentano le due anime speculari che compongono l’identità italiana. Giocano a calcio, sì, ma sul prato verde proiettano secoli di storia, filosofia e modi di intendere la vita.
Con i francesi condividiamo la definizione di “cugini”, una parentela geografica e culturale strettissima che spesso sfocia in una fiera e reciproca rivalità. Nella storia, la Francia è il popolo che più ha cercato di dare una struttura geometrica e razionale alla passionalità latina. È la terra di Cartesio, dell’illuminismo, della centralità dello Stato.
Se l’italiano affronta la vita con l’arte dell’arrangiarsi, il francese risponde con l’organizzazione e il culto della Grandeur. Questa caratteristica storica si riflette perfettamente nel loro calcio moderno: la selezione francese è spesso un blocco granitico, cinico, geometrico e spietato. Una macchina muscolare e razionale che non cerca necessariamente la bellezza estetica, ma la massima efficienza politica del risultato. C’è un’eleganza fiera, quasi distaccata, nel loro modo di stare in campo, una consapevolezza dei propri mezzi che noi italiani, a seconda dei giorni, ammiriamo o fatichiamo a digerire.
Dall’altra parte del campo c’è la Spagna, i nostri “fratelli” per passione e credo sportivo. Se con Parigi condividiamo la sponda colta, la moda e la cucina d’autore, con Madrid e Barcellona condividiamo la piazza, il sole, il rumore e l’empatia. Gli spagnoli sono storicamente figli di una passionalità travolgente, di un cattolicesimo barocco e di una fierezza regionale (pensiamo ai catalani o ai baschi) che ricorda tantissimo il nostro campanilismo. Sul piano storico, la Spagna è il popolo dell’individualismo fiero e del “tragico vitale”, ma anche della gioia condivisa. Nel calcio, questo si traduce storicamente in due modi: la vecchia Furia Roja (fatta di cuore, polmoni e contrasti duri). Comunque vada, la semifinale non sarà solo una partita di calcio. Sarà il grande teatro dell’Europa, dove la storia, la cultura e il temperamento di tre popoli uniti dallo stesso mare e dalla stessa matrice romana si incroceranno ancora una volta.


Leave a Reply