Cookie Policy Imprenditori. Roma. L’impresa, il lavoro e le sfide del futuro: il discorso del presidente Mattarella ai nuovi Cavalieri del Lavoro - Tilancio

Imprenditori. Roma. L’impresa, il lavoro e le sfide del futuro: il discorso del presidente Mattarella ai nuovi Cavalieri del Lavoro

Imprenditori. Roma. L’impresa, il lavoro e le sfide del futuro: il discorso del presidente Mattarella ai nuovi Cavalieri del Lavoro

Ti Lancio dal Quirinale Roma 22 ottobre 2026 – In occasione della cerimonia di consegna delle insegne ai nuovi Cavalieri del Lavoro e ai giovani Alfieri del Lavoro nominati il 2 giugno 2026, il presidentedella Repubblica, Sergio Mattarella, ha tracciato una profonda riflessione sul ruolo dell’impresa, sui valori costituzionali del lavoro e sulle sfide globali che il Paese si trova ad affrontare.

Nel suo intervento, pronunciato nel 125° anniversario dall’istituzione dell’onorificenza ideata da Giuseppe Zanardelli, il Capo dello Stato ha richiamato l’attenzione sull’importanza dell’iniziativa privata e della coesione sociale come pilastri fondanti della democrazia italiana.

Il presidente  ha evidenziato come l’impresa diffusa rappresenti un vero e proprio argine contro lo spopolamento dei territori e delle aree interne, trasformandosi in motore di sviluppo per le comunità locali. “Dal proposito di assumere iniziativa, di lavorare, di ricostruire, di realizzare, in libertà e solidarietà, nasce il miracolo di ottanta anni di vita della Repubblica, fatto di traguardi sociali ed economici che hanno reso l’Italia del dopoguerra un protagonista a livello mondiale.”

Con un forte richiamo al valore socio-economico del capitale umano, Mattarella ha ricordato che le imprese non agiscono in un vuoto: necessitano di un contesto favorevole e di persone libere dal bisogno, in grado di esprimere appieno il proprio potenziale.

Un passaggio di rilevante impatto politico e sociale è stato dedicato alle migrazioni giovanili e al drammatico deficit demografico. Riprendendo le parole del presidente  della Federazione dei Cavalieri del Lavoro, Ugo Salerno, il presidente Mattarella ha sottolineato l’urgenza di creare condizioni lavorative e di vita in grado di incentivare il rientro delle migliori energie del Paese. “La società non può rivolgersi ai giovani con un atteggiamento di indifferenza o, peggio, di meschina sottovalutazione. Si tratta di una questione sociale e di una priorità che deve vedere sensibili le istituzioni e tutte le forze della società.”

Complimentandosi con i nuovi Alfieri del Lavoro per la varietà delle loro scelte universitarie, il Capo dello Stato ha rimarcato come diritto al lavoro e diritto allo studio debbano camminare di pari passo.

Analizzando lo scenario internazionale segnato da guerre di aggressione, protezionismo, instabilità delle rotte commerciali e rincari energetici, il Capo dello Stato ha affrontato la delicata questione dei nuovi monopoli tecnologici e dell’Intelligenza Artificiale.

Richiamando la celebre battaglia liberale di Luigi Einaudi in Assemblea Costituente, Mattarella ha ribadito che la regolamentazione dei monopoli è garanzia di libertà e democrazia, fondamentale per evitare nuove disuguaglianze ed emarginazioni.

Di fronte all’incertezza, la risposta risiede nell’innovazione e nella dimensione europea. Chiave indispensabile per la competitività e la difesa dei valori comuni. Rifiuto della nostalgia o del ripiegamento difensivo (“il giardino di casa”). L’inclusione e la protezione sociale sono alleate dello sviluppo economico, non un mero costo improduttivo.

In conclusione, il presidente ha espresso la gratitudine della Repubblica verso chi contribuisce alla crescita del Paese con responsabilità sociale e visione strategica, rivolgendo un caloroso augurio ai nuovi e anziani Cavalieri del Lavoro e a tutti i giovani Alfieri che si affacciano al percorso universitario.

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